Avvenire: “Da Fabio Fazio e Repubblica un’insistita e sfottente alzata di spalle”

Il direttore di Avvenire Marco Tarquinio

E così, Vieni via con me è andato in archivio, portandosi in spalla grandi ascolti, critiche positive e una polemica che su questo blog abbiamo cercato di spiegare dettagliatamente. Parliamo ovviamente della campagna avviata da Avvenire dopo la puntata del 15 novembre dedicata all’eutanasia: una puntata che il quotidiano della Cei non aveva gradito. Qualche esempio? Qui, qui, qui e qui.

L’editoriale di due giorni fa di Marco Tarquinio tira le somme sulla vicenda:

Il “no” ormai era chiaro. Già teelvisivamente consumato sin da lunedì 22 novembre, quando Fabio Fazio e Roberto Saviano avrebbero potuto ascoltare, semplicemente, le tante voci ainascoltate e ferite dei malati e delle loro famiglia che si erano alzate dopo la seconda puntata di Vieni via con me. […] Allora, otto giorni fa, il CdA Rai non aveva ancora deciso di premere su Fazio e Saviano, e loro avrebbero potuto accogliere appelli “dal vasso” e culturalmente e politicamente multicolori e non ancora richiesta aziendali “dall’alto”. Avrebbero potuto, e non hanno voluto.

Ancora:

Ieri mattina è arrivata, ben prima dell’ultima andata in onda in tv (e riecheggiando, a sera, al principio di essa), la più sfottente e insistita alzata di spalle. L’insulto che non ti aspetti: il più radicale non-riconoscimento. In forma d’intervista, sulle pagine di Repubblica (ne parlavamo qui, ndr) […]. Noi gli interlocutori li abbiamo chiamati per nome, interpellati, rispettati. E con rispetto e chiarezza anche oggi, ancora una volta, diciamo che il loro (di Fazio e Saviano, ndr) “no” è sbagliato. E’ essere faziosi. Peccato.

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