Ballarò: Fini e Bondi si mettono in mostra

04/12/2009 di Davide Longo

Straordinariamente tempestivo il Presidente della Camera è intervenuto, nell’ultima puntata di Ballarò, per frenare Bondi, e meno male, perché come al solito il caro Sandrino ci stava facendo venire le palpebre pesanti e il latte alle ginocchia. In una puntata in cui (strano ma vero) Floris non riesce a tenere le redini del dibattito in pugno, facendo parlare solo Bondi mentre l’uditorio dorme e russa, ci vuole Gianfranco Fini per dare una svegliata a tutti, lui che di risvegli bruschi se ne intende.

La terza carica dello stato è intervenuta perché Sandro Bondi nei suoi sproloqui aveva chiesto a Fini di ritrattare le affermazioni apparse nel famoso fuori onda dello stesso presidente con Trifuoggi, magistrato che oscurò a buon diritto le reti Fininvest negli anni ottanta.

Fini:

No ma lui, l’uomo (Berlusconi, ndr) confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di… qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo… magistratura, Corte dei Conti, Cassazione, Capo dello Stato, Parlamento… siccome è eletto dal popolo…” questo il testuale del fuori onda, affermazioni pienamente confermate da Fini, che aggiunge: “Sono convintissimo che Berlusconi non c’entra nulla nella mafia. Ma voglio che si indaghi con attenzione, perché ho fiducia nella magistratura nella lotta alla mafia, che merita l’assoluto e totale rispetto di tutti gli italiani. Ho conosciuto Borsellino, Falcone, Chinnici, e dico che la magistratura, con tutti i limiti e difetti che può avere, ha il diritto di verificare che quello che dicono i pentiti corrisponda a verità.

Sa presidente, la presenza di alcune personalità del calibro di Dell’Utri, Previti, Cosentino (del suo stesso partito) ci fanno leggermente dubitare riguardo la legalità parlamentare. Ci capisca, noi ci atteniamo soltanto ai verbali delle udienze e dei processi, dove ad esempio Berlusconi è definito corruttore dell’avvocato Mills. Le nostre antennine si drizzano, quando la sentiamo dire che Berlusconi non è colluso con la mafia: sorvolando sui rapporti tra Mangano, Berlusconi e Dell’Utri, ammettendo la “non-collusione” mafiosa di Mr B., come si permette un uomo politico, il premier italiano, di dire “se becco chi ha scritto di mafia o chi ha girato La Piovra lo strozzo”? Inoltre ci riempiamo di stupore quando lei ci parla di legalità, lei che era nelle caserme dei carabinieri e della polizia nel 2001 al G8 di Genova, mentre i ragazzi venivano massacrati di botte, le donne seviziate e stuprate da quelle stesse forze dell’ordine che stazionando nei loro accampamenti fuori città cantavano inni violenti e fascisti.
Siamo stupiti, un poco infastiditi forse, ma sempre ci atteniamo ai fatti.
Ora basta: giudichino i lettori.

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