Agon Channel, minacce di morte per un concorrente di My Bodyguard: scatta la denuncia

28/12/2014 di Emanuela Longo

Agon Channel non sembra navigare affatto in acque felici. Dopo l’addio improvviso di Antonio Caprarica con la denuncia che ne fece seguito, ora arriva un’altra doccia fredda per la tv albanese in lingua italiana. Il debutto è avvenuto appena un mese fa, ma le polemiche sono numerose, almeno stando ad un nuovo racconto che giunge questa volta da Alessio Lanzi, fino a poco tempo fa concorrente del reality My Bodyguard condotto da Maddalena Corvaglia. Il ragazzo, personal trainer fiorentino di 38 anni, al quotidiano Libero ha raccontato come ha vissuto questa esperienza a Tirana, dopo aver ricevuto minacce di morte alle quale ha fatto seguito una sua denuncia a carico degli allenatori della trasmissione.

Dopo aver raccontato il suo approdo ad Agon Channel, in seguito al superamento di due provini, l’ex concorrente di My Bodyguard ha raccontato: “Io e gli altri concorrenti, 20 all’inizio, andiamo negli studi e mi rendo conto che la storia dei container è vera. Agon ha due capannoni in condivisione con la Agon albanese. Fuori si vedono i mobili coperti da cellophane: visto che hanno solo due studi, smontano e rimontano tutto 24 ore su 24, un giorno una nostra puntata è stata registrata da mezzanotte alle 5 del mattino perché non hanno spazio”.

Il racconto prosegue e di certo Lanzi non si risparmia: “Gli autori spiegano a noi concorrenti aspiranti guardie del corpo, che My Bodyguard è una cosa seria, così come gli allenamenti e la preparazione. I primi problemi riguardano il cibo. La produzione ci offre vitto e alloggio. Si mangia in mensa: a pranzo c’è solo riso e fagioli. Tutti i giorni. E a cena solo spaghetti aglio e olio. E basta. Zero frutta e verdura, né carne. L’alimentazione è importante, specie per chi fa lavori come il mio. Il programma, poi, si basa sulla forma fisica. Al capo-cuoco, in mensa, abbiamo chiesto la bresaola, ma lui ha detto che era fuori budget: costava troppo”.

Le polemiche proseguono: “Per contratto erano previste otto ore di lavoro quotidiane. La paga giornaliera era di 25 euro. Poco, ma era un investimento su me stesso, per la visibilità. Ogni due settimane erano previsti due o tre giorni di visita in Italia, ma non è mai avvenuto, in realtà. E qui inizia il delirio: casini, disorganizzazione, orari folli”.

Tanti disagi, tante polemiche, fino a quando, racconta l’ex concorrente di My Bodyguard, insieme ad altri colleghi decide di rivolgersi ai responsabili di Agon Channel che però non riesce a chiarire i propri dubbi sul programma, così come lo stesso editore di Agon: “Andiamo all’appuntamento, fissato negli studi, speranzosi di venire ascoltati. Ma era una buffonata. Erano pronte le telecamere: volevano filmare la protesta. Il trash del trash. Bacchetti parla di Caprarica, dicendo che chi lascia e parla male di Agon avrebbe pagato di tasca sua i lavoratori. Poi se ne va”.

Poi le minacce di morte: “Viene da me Antonio, l’allenatore, furioso, mi intima di non parlare. Gli rispondo che parlo quando mi pare e piace. Davanti ai colleghi e agli autori, mi dice: “Ti sparo in testa e ti taglio la gola». Gli autori non dicono nulla. Lui torna da me e mi mette le mani addosso. Ivano, mio collega, ci separa. Siamo a mercoledì scorso. Sabato 20 dicembre vado all’ambasciata italiana, parlo con un carabiniere, vado alla polizia locale e sporgo denuncia per minacce”.

Le accuse ad Agon Channel sono pesantissime. Libero ha contattato la tv albanese per una doverosa replica, ma al momento solo silenzio.

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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