Vieni via con me, il Pdl prende in giro gli elenchi di Bersani e Fini

19/11/2010 di Simone Morano

Fabio Fazio e Roberto Saviano

Non è mancato il sarcasmo, all’interno del Pdl, nel commentare la puntata di lunedì scorso di Vieni via con me.

Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, ad esempio, evidenzia:

L’invito ristretto a Bersani e Fini a parlare di sinistra e di destra è una manifestazione di faziosità. Nessuno dei due, di certo, è al di sopra delle parti: entrambi hanno offerto delle performance di per sé modeste, paradossalmente, però, inferiori sul piano della faziosità ai comizi dei due conduttori.

Anche il presidente dei senatori Pdl Maurizio Gasparri la butta sull’ironia:

Nulla più che un tema da quinta elementare, tra l’altro scadente, quello di Fini: si è scordato di parlare di contrasto alla clandestinità, della difesa della vita, della famiglia. Ma del resto Fini ha abbandonato le posizioni della destra.

Ancora più incisiva l’ironia di Ignazio La Russa, coordinatore del partito:

Non ho visto il programma, ma non è giusto che a rappresentare i valori della destra sia stato chiamato Bersani.

Gianni Alemanno, sindaco di Roma, non è più tenero:

Sono rimasto agghiacciato dalla similitudine e dalla banalità dei messaggi di Fini e di Bersani. Hanno fatto degli elenchi molto deboli, troppo annacquati.

E’ necessario, quindi, che a difendere Fini sia proprio un finiano, nella fattispecie Gianmario Mariniello, direttore di Generazione Italia e coordinatore nazionale del movimento giovanile di Fli, che commenta:

Che bello. Il discorso di Fini, innanzitutto, sulla destra. Quattro minuti intensi, pieni di contenuti, lontani dal teatrino della politica, quello che si divide quotidianamente su un nome e un cognome.

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