Archivio Categorie: Vieni via con me
Rutelli (Api): “Da Fazio e Saviano una faziosità incomprensibile”
Anche Francesco Rutelli (Alleanza per l’Italia) interviene nella querelle a proposito della trasmissione Vieni via con me, accusata di avere propagandato, nella puntata del 15 novembre, una visione unilaterale dell’eutanasia.
Spiega l’ex piddino:
Fabio Fazio e Roberto Saviano hanno interpretato politicamente il proprio ruolo, dando luogo a una faziosità incomprensibile. Dispiace che un’esigenza umanistica sia stata vista con uno sguardo unidirezionale. Secondo me, un grande programma di intrattenimento e la stessa funzione di servizio pubblico, come in fondo ha decretato anche il Consiglio d’Amministrazione Rai, servono – o dovrebbero servire – a un dibattito alto sui grandi temi umanistici del nostro tempo. Il rifiuto di questo confronto, invece, dimostra una chiave d’interpretazione politica, e una faziosità che non si riesce a capire.
Avvenire: “Da Fabio Fazio e Repubblica un’insistita e sfottente alzata di spalle”
E così, Vieni via con me è andato in archivio, portandosi in spalla grandi ascolti, critiche positive e una polemica che su questo blog abbiamo cercato di spiegare dettagliatamente. Parliamo ovviamente della campagna avviata da Avvenire dopo la puntata del 15 novembre dedicata all’eutanasia: una puntata che il quotidiano della Cei non aveva gradito. Qualche esempio? Qui, qui, qui e qui.
L’editoriale di due giorni fa di Marco Tarquinio tira le somme sulla vicenda:
Il “no” ormai era chiaro. Già teelvisivamente consumato sin da lunedì 22 novembre, quando Fabio Fazio e Roberto Saviano avrebbero potuto ascoltare, semplicemente, le tante voci ainascoltate e ferite dei malati e delle loro famiglia che si erano alzate dopo la seconda puntata di Vieni via con me. [...] Allora, otto giorni fa, il CdA Rai non aveva ancora deciso di premere su Fazio e Saviano, e loro avrebbero potuto accogliere appelli “dal vasso” e culturalmente e politicamente multicolori e non ancora richiesta aziendali “dall’alto”. Avrebbero potuto, e non hanno voluto.
Roberto Rosso (Fli): Fazio e Saviano esempio di umanità diminuità
Secondo Roberto Rosso, esponente di Futuro e Libertà, la trasmissione Vieni via con me, negando il diritto di parola ai comitati pro-life (che pretendevano di replicare alla puntata del 15 novembre in cui si era parlato, tra l’altro, di eutanasia), ha violato il diritto d’informazione. Ecco perché Rosso chiede che sul tema intervenga la Commissione di Vigilanza.
Spiega il finiano:
E’ vero che c’è un’autonomia nei programmi e nella loro conduzione, ma su istanze che attengono ai diritti e alla compiutezza dell’informazione sopravviene anche la politica, in un servizio pubblico come quello televisivo. Mi auguro che intervenga la Commissione di Vigilanza. E’ assurdo che venga proposta solamente una visione della vita senza dare spazio all’altra. Proprio perché si tratta di servizio pubblico, mi sembra incredibile che non si sia ravvisata la necessità, come d’altra parte in precedenza era stato fatto per il ministro Roberto Maroni, di lasciar testimoniare le famiglie pro-vita. Anche perché queste stesse famiglie pro-vita sono state addirittura negate, nella loro sostanza, dalle testimonianze di Beppino Englaro e Mina Welby.
Avvenire su Vieni via con me: Chi fa finta di sentire solo gli applausi non è veramente libero
Tra le tante querelle che hanno accompagnato la messa in onda di Vieni via con me (ieri sera l’ultima puntata) su questo blog abbiamo affrontato con particolare attenzione quella che ha contrapposto Fabio Fazio e Roberto Saviano al mondo cattolico, dopo la puntata del 15 novembre dedicata, tra l’altro, alle storie di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby. L’editoriale di Avvenire di venerdì scorso, firmato dal direttore Marco Tarquinio, è emblematico dello scontro che si è consumato tra le due parti. Eccone alcuni passaggi: i più provocatori e allusivi. A voi ogni giudizio.
Gli uomini davvero liberi sono quelli che quando si rendono conto di aver commesso un errore, lo riconoscono. Quelli che non hanno bisogno di un’intimazione per rimediare a uno sbaglio. Quelli che non fanno finta di sentire solo gli applausi. Quelli che dall’alto di uno straordinario successo – frutto di mestiere e di fortuna, del potente mezzo usato e di un antico inusuale coraggio – sanno chinarsi sulle storie e sulle voci degli impresentabili e dei politicamente scorretti. E le ascoltano. Anche se non sono quelle che a loro piacciono e che hanno deciso di raccontare davanti alla telecamere della Rai, cioè della tv che dovrebbe essere di tutti, che è tenuta a essere e a farsi “servizio pubblico”. Fabio Fazio ne sa qualcosa di “quelli che”.
Vieni via con me, Roberto Saviano fa il bilancio del programma e risponde a tutte le critiche ricevute
Ieri sera è andata in onda l’ultima puntata di Vieni via con me, il programma condotto da Roberto Saviano e Fabio Fazio.
L’autore di Gomorra fa il bilancio della sua trasmissione sulle pagine del Corriere della Sera, che lo ha intervistato.
Un miracolo. Quando l’abbiamo scritto pensavamo a qualcosa di spurio e non ci aspettavamo questo successo. Quando un monologo ha un picco di 11 milioni di spettatori, più di una finale di Champions, è davvero una cosa incredibile.
Lo scrittore definisce la sua trasmissione un “racconto civile” e dichiara che non sa se tornerà a lavorare per questo programma e che sicuramente non lo rifarà nelle stesse condizioni che gli ha imposto la Rai per quest’edizione. Poi afferma che Maroni non aveva motivo per arrabbiarsi per quello che lui ha detto a proposito della ‘ndrangheta al Nord, in quanto lo scrittore ha solo “raccontato le inchieste”.
Tuttavia la richiesta del Ministro dell’Interno di intervenire in trasmissione è stata accolta la richiesta, mentre quella dei pro life ad intervenire no. Come mai questo trattamento diverso?
Luca Volontè (Udc) su Vieni via con me: “La diversità viene discriminata”
Il mondo cattolico non si dà per vinto: a poche ore dalla chiusura dell’ultima puntata di Vieni via con me, non mancano gli interventi che sparano a zero contro la trasmissione di Fabio Fazio e Roberto Saviano. L’ultimo intervento in ordine di tempo è quello di Luca Volontè, presidente del Gruppo Udc alla Camera, che dalle pagine del Quotidiano Nazionale scrive:
La novità di un programma si infrange sull’ipocrisia di due conduttori sempre deboli con i forti (caso Maroni) e strafottenti con i deboli (no ai pro-ita). Nemmeno il dubbio sfiora la coppia F&S, nemmeno un minuto di riflessione aggiuntiva, quei Mario Melazzini, Luca Pizzi, Maria Luisa Valesio e i tanti altri che Avvenire sta raccontando in questi giorni, decono rimanere fuori dalla porta, con loro devono rimanere fuori le loro famiglie. Dunque, Fazio e Saviano sentenziano che la visione cristiana della vita e della morte non è degna di essere raccontata, di apparire, anzi deve sparire dal “loro” servizio pubblico. Una discriminazione totale che dovrà interrogare anche lo stesso CdA della Rai sul proprio ruolo. Una persone è definita dalla speranza per cui vive, noi speriamo nella “buona morte”, quella cristiana, loro vorrebbero per tutti una sola dolce puntura, qui sta la differenza.


























