Avvenire su Vieni via con me: Chi fa finta di sentire solo gli applausi non è veramente libero

30/11/2010 di Simone Morano

Avvenire non ha gradito la puntata del 15 novembre di Vieni via con me

Tra le tante querelle che hanno accompagnato la messa in onda di Vieni via con me (ieri sera l’ultima puntata) su questo blog abbiamo affrontato con particolare attenzione quella che ha contrapposto Fabio Fazio e Roberto Saviano al mondo cattolico, dopo la puntata del 15 novembre dedicata, tra l’altro, alle storie di Eluana Englaro e Piergiorgio Welby. L’editoriale di Avvenire di venerdì scorso, firmato dal direttore Marco Tarquinio, è emblematico dello scontro che si è consumato tra le due parti. Eccone alcuni passaggi: i più provocatori e allusivi. A voi ogni giudizio.

Gli uomini davvero liberi sono quelli che quando si rendono conto di aver commesso un errore, lo riconoscono. Quelli che non hanno bisogno di un’intimazione per rimediare a uno sbaglio. Quelli che non fanno finta di sentire solo gli applausi. Quelli che dall’alto di uno straordinario successo – frutto di mestiere e di fortuna, del potente mezzo usato e di un antico inusuale coraggio – sanno chinarsi sulle storie e sulle voci degli impresentabili e dei politicamente scorretti. E le ascoltano. Anche se non sono quelle che a loro piacciono e che hanno deciso di raccontare davanti alla telecamere della Rai, cioè della tv che dovrebbe essere di tutti, che è tenuta a essere e a farsi “servizio pubblico”. Fabio Fazio ne sa qualcosa di “quelli che”.

Fazio e Saviano, insomma,

della vita che si fa malata, ma malata per davvero, duramente malata, fingono di aver saputo solo la disperazione e il rifiuto.

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