Lady Oscar moriva oggi 14 luglio, tra i suoi fan anche Alessia Marcuzzi: storia di un’eroina ambigua e moderna

14/07/2020 di Valentina Gambino

La morte di Lady Oscar

La morte di Lady Oscar, uccisa a un passo dalla presa della Bastiglia, è lo shock mai superato di una intera generazione. Trafitta da un colpo di baionetta il “14 luglio 1789, Oscar François de Jarjayes moriva” annunciava ufficialmente una voce fuori campo, mentre sul piccolo schermo la nostra eroina francese cadeva a terra.

Lady Oscar moriva oggi, tra i suoi fan anche Alessia Marcuzzi: “Mi chiamavano così”

Oggi sui social, si ricorda proprio Lady Oscar e spunta pure un tweet di Alessia Marcuzzi. Come ogni anno sul web, sono tantissimi coloro che omaggiano Oscar François de Jarjayes e, tra questi anche una fan speciale: la conduttrice de Le Iene.

Con un tweet la Marcuzzi ha fatto sapere di avere un legame speciale con la spadaccina: “Da ragazza mi chiamavano così”. Era il primo marzo 1982 quando uno degli anime più amati degli anni Ottanta andava in onda per la prima volta su Italia 1.  Ma il suo debutto nella televisione giapponese risale a qualche anno prima, precisamente al 10 ottobre 1979.

Lady Oscar quindi (almeno nella sua versione anime perché il manga da cui è tratto è stato pubblicato nel 1972) ha compiuto da poco 40 anni.

Eroina moderna

Lady Oscar è una protagonista assolutamente d’avanguardia che ha rotto gli schemi. Alta, bionda, gli occhi azzurri contornati da folte ciglia, vestita (per la grande maggioranza del tempo) con abiti maschili e uniformi militari, Oscar François de Jarjayes, deve tutto il suo fascino (che infatti esercita su uomini e donne) proprio alla sua ambiguità sessuale.

Figlia di un nobile che sperava in un erede maschio, la bambina viene allevata (dal nome all’abbigliamento, all’educazione) appunto da maschio. Sarà l’età adulta, e l’amore prima per il conte di Fersen, poi per l’amico d’infanzia André, a scatenare il conflitto interiore di Oscar, che si scopre donna ‘nonostante tutto’.

Le due sigle

Certamente, hanno contribuito al successo del cartone anche le sue sigle. La prima, composta e cantata da I Cavalieri del Re, e accompagnata da immagini particolarmente crude – Oscar nuda e trafitta da spine giganti, a simboleggiare il suo conflitto d’identità sessuale e non.

La seconda sigla invece, quella che comincia con l’indimenticabile verso “Guarda il lampo che è laggiù…”, fu scritta da Alessandra Valeri Manera negli anni ’90 con il titolo Una spada per Lady Oscar ed è stata resa nota da Cristina D’Avena.

Blogger e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

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