La LAV contro Pechino Express: chiesta la sospensione del reality di RaiDue

02/11/2012 di Emanuela Longo

Il reality show itinerante, in onda sulla seconda rete Rai, Pechino Express, è finito nel calderone delle critiche; dopo aver fatto insorgere l’Aiart (Associazione Spettatori Onlus), che ne chiedeva la chiusura anticipata per il contenuto trash, ad intervenire ora è stata la LAV (Lega Anti Vivisezione) che ha chiesto il medesimo intervento al Direttore di Raidue Pasquale D’Alessandro, in seguito alla messa in onda di una puntata con alcuni serpenti in Cina, Paese dove i diritti degli animali sono costantemente violati. Si tratta della puntata dello scorso 25 ottobre, nel corso della quale abbiamo visto i concorrenti trasportare per un lungo tragitto una scatola contenente al suo interno un serpente, il quale è poi stato ucciso, cucinato e mangiato dai concorrenti.

A tal fine, l’appello da parte della LAV è stato quello di sospendere il programma prodotto da Magnolia “in quanto si tratta dell’ennesimo reality tv i cui autori non si sono fatti scrupolo a utilizzare gli animali, sottoponendoli a inutili sofferenze”. Nadia Masutti, responsabile LAV settore Esotici ha commentato in merito alla puntata in oggetto:

Deprimente l’atteggiamento di totale indifferenza dei concorrenti, insensibili persino allo scuoiamento degli animali vivi, evidente in un paio di scene sfuggite al taglia e cuci del montaggio. Ma la scelta della Rai di mandare in onda uno spettacolo così raccapricciante, è ancora più incredibile se consideriamo le linee guida per la tutela degli animali in Tv adottate dal Segretariato Sociale della Rai, su proposta della LAV, fin dal 2007.

A detta della LAV, durante la puntata di Pechino Express non si è assistito alla “sensibilizzazione, al rispetto e alla conoscenza delle specie, escludendo qualsiasi utilizzo di animali non consono alla loro natura nonché un loro utilizzo che li sottoponga a violenze, stress o atteggiamenti irrispettosi della loro dignità”, come invece recita il primo articolo del documento.

Sollecitiamo quindi la Rai e nello specifico il Direttore di Raidue a vigilare, anche nei confronti di produzioni esterne come nel caso di Pechino Express, affinché non si debba più assistere a scene violente contro gli animali, nel rispetto di quanti considerano inaccettabile l’uso di animali come fossero oggetti. Considerato, inoltre, l’enorme impegno, anche a livello Comunitario, affinché popoli come quelli asiatici affrontino la questione animale in modo molto più etico, chiediamo alla Rai di porre la massima attenzione nel garantire un servizio pubblico avanzato sul piano culturale ed etico,

ha quindi concluso Nadia Masutti.

Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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