Approfondimento Annozero: temi cruciali della passata puntata

03/10/2010 di Davide Longo

Giovedì, in una puntata di Annozero densa di colpi di scena, sono emersi alcuni temi fondamentali per il Paese. In particolare la discussione si è articolata in tre spezzoni principali. In prima battuta è stato affrontato il tema della Giustizia: si è fatto notare che Giancarlo Tulliani, genero di Fini, ha utilizzato una società off-shore, e per questo è stato stigmatizzato da esponenti del PDL, il partito-azienda di Silvio Berlusconi. Ma anche il Presidente del Consiglio beneficia di società off-shore, all’estero, atte a evadere le tasse, fondamentalmente. Lo dimostra un documento della KPMG, società specializzata nella revisione di bilancio, che individua 64 società off-shore su tre livelli. Al primo appartengono 29 sigle, distribuite geograficamente in quattro aree.

“Ventuno società hanno sede nelle Isole Vergini inglesi, cinque nel Jersey, due alle Bahamas, una a Guernsey”. “Altre tredici società – anch’esse off-shore – formano il secondo livello. Si tratta di “controllate” da società del primo livello da cui non si distinguono né per funzioni, né per organizzazione societaria”. Caratteristica comune anche alle 22 sigle del terzo ed ultimo livello.

Ancora KPMG: “La gestione (di queste società) è a cura di amministratori e personale del gruppo Fininvest”. I reali beneficiari (beneficial owner) sono “amministratori, dirigenti, consulenti o società del gruppo Fininvest”. Dalla Fininvest “dipende quasi esclusivamente il loro finanziamento che avviene attraverso le medesime banche e società fiduciarie”. Da qui a passare ai vari processi di B. per evasione fiscale e corruzione il passo è breve.

Il secondo tema trattato nella puntata è eminentemente politico: all’oggi il PDL è ostaggio di due forze politiche: da una parte i figiani di Futuro e Libertà, che premono per una riforma della giustizia e sono terrizzati all’idea di poter perdere le loro poltrone; dall’altra la Lega Nord, che assedia il parlamento con proposte federaliste, da un lato, e razziste, dall’altro. L’opposizione è anch’essa frammentata: Il PD, un partito senza un programma definito e con spinte cattoliche da un lato e burocratico-staliniste dall’altro; SEL, il partito di Vendola, che non risiede in parlamento; L’IDV, il partito con idee liberali in economia e socialiste nell’ambito della tutela sociale; la Sinistra Comunista, più morta che viva, che si aggira come un fantasma tra le macerie della Seconda Repubblica.

E infine il terzo tema: l’immondizia a Napoli. La Russa dice che il problema è risolto. Il problema infatti è come è stato risolto: costruzione di discariche, buchi costruiti dallo Stato in puro stile camorristico derogando alla legge, a 150 metri dalle case dei cittadini; e realizzazione dell’inceneritore di Acerra, un colosso completamente blindato, militarizzato, poco funzionante e dove si brucia l’umido: insomma, un colosso che spande diossina sull’Italia.

Su questi temi si dovrebbe discutere: ne va della stabilità dello Stato. Perché finché i cittadini muoiono per le malattie causate dai rifiuti, come sta accadendo in Campania o in Sicilia, tutto bene. Ma se per sbaglio a un parlamentare viene toccato lo stipendio, allora si grida al complotto, al golpe, alla catastrofe. Con buona pace dei cittadini di questo Paese.

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