Tutti contro il Grande Fratello: Marziale, l’Aiart, Avvenire

06/01/2011 di Simone Morano

Massimo Scattarella

La puntata del Grande Fratello di lunedì scorso non è piaciuta a molti. Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della Commissione Parlamentare per l’infanzia, scrive in una lettera a Piersilvio Berlusconi, vicepresidente di Mediaset:

Ci sono regole morali che non possono essere sacrificate alle regole dell’audience. Bestemmiare in televisione genera assuefazione e normalizzazione. E al di là di leggi e regolamenti abbiamo sempre chiesto alle emittenti televisive di coadiuvare la famiglia e la scuola nel complicato percorso di contenimento dell’emergenza educativa che sta caratterizzando la contemporaneità.

Rincara la dose Luca Borgomeo, presidente dell’Aiart, associazione di telespettatori cattolici:

Molti spettatori ci hanno espresso la loro indignazione. Mancano responsabilità sociale, responsabilità e correttezza professionale. Sarebbe opportuno sospendere il Grande Fratello e boicottarlo, rendendo note le continue offese alla dignità e all’intelligenza dei telespettatori.

Anche il quotidiano della Cei, Avvenire, parla di un “nuovo scandalo in tv”, precisando, nell’articolo di Mirella Poggialini:

Tutto perdonato. Tra gli applausi dell’addomesticato pubblico in studio. Senza il minimo rispetto per i tanti che, credenti e non, ritengono inaccettabile che una bestemmia pronunciata in tv (un anno fa come ieri) venga perdonata, abbattendo così un’altra frontiera del buongusto e dell’educazione.

Prosegue la critica del quotidiano diretto da Marco Tarquinio:

Vincendo la serata con 5.606.000 spettatori, share del 25%, il programma ha coinvolto soprattutto i giovani: con una costante lezione di violenza verbale e gestuale, di sguaiataggine e grossolanità in costante ascesa […] Ed è violenza l’offesa al pubblico contenuta nella bestemmia: anche per chi non sia religioso, la bestemmia è un atto di profanazione e di oltraggio.

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