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Signorini e Corona: cosa rischiano, parla l’avvocato
Filippo 05/01/2026
Cosa rischiano Signorini e Corona..

Le possibili conseguenze per Corona e l’errore strategico di Signorini: l’analisi dell’avvocato D’Erasmo
Leonardo D’Erasmo, noto al grande pubblico come “l’avvocato dei vip” (definizione di TvBlog), è intervenuto con una lunga intervista per fare chiarezza sulle implicazioni legali che potrebbero coinvolgere Fabrizio Corona e Alfonso Signorini dopo le denunce seguite alla trasmissione delle due puntate di Falsissimo.
La situazione è articolata: Corona è stato denunciato da Signorini per revenge porn, mentre il conduttore del Grande Fratello è finito sotto accusa da parte di Antonio Medugno per violenza e tentata estorsione.
La posizione di Fabrizio Corona
Secondo D’Erasmo, la situazione giudiziaria di Corona è tutt’altro che teorica.
“Corona, più che quello che potrebbe rischiare, è quello che già sta rischiando. Al momento è formalmente indagato in questa vicenda. Ha un’imputazione per divulgazione illecita di immagini con contenuto esplicito. È stato anche ascoltato in Procura per circa due ore la settimana scorsa, quindi è quello che rischia di finire a processo per questo capo d’imputazione quantomeno“.
Per quanto riguarda la pubblicazione delle chat private, l’avvocato ritiene che non ci siano particolari profili di responsabilità penale, dal momento che la legge consente la diffusione se uno dei partecipanti ha prestato il consenso.
“Se c’è il consenso di uno dei due partecipanti alle chat, mi pare che questo ci sia se parliamo di Medugno, non dovrebbero esserci problemi sul piano legale o ripercussioni” – ha spiegato D’Erasmo – “Anche se poi queste conversazioni dovrebbero essere state consegnate non direttamente da uno dei soggetti in questione ma dal manager o l’ex manager del ragazzo, Piscopo. In seconda battuta è stato proprio Medugno a parlare con Corona ospitato in una puntata di Falsissimo. Quindi, sul fatto che uno dei due partecipanti alle chat private abbia dato il consenso di pubblicazione e diffusione non ci piove“.
Più complesso, invece, il capitolo relativo all’accusa di revenge porn. Su questo punto D’Erasmo invita alla cautela:
“Quello che riguarda il revenge è spinoso. Se le chat contengono immagini o contenuti destinati a rimanere privati, la diffusione in questo caso è un reato. Anche se chi le pubblica è uno dei due partecipanti alla chat. Non so se la Procura può escludere in modo assoluto che ci sia la configurazione del revenge (…) Dare il consenso all’invio non presuppone anche il consenso alla diffusione. Io non lo escluderei in maniera assoluta”.
In sintesi, Corona non correrebbe rischi per la sola diffusione dei messaggi, ma potrebbe essere chiamato a rispondere penalmente per l’eventuale pubblicazione di immagini private riferibili ad Alfonso Signorini.
I rischi per Alfonso Signorini
Passando alla posizione del conduttore, D’Erasmo ha analizzato la denuncia presentata da Medugno. L’ipotesi di violenza, secondo l’avvocato, potrebbe essere ormai prescritta, poiché i fatti risalirebbero al 2022. Diverso il discorso per il tentativo di estorsione, che ha termini di prescrizione più lunghi.
“Bisogna fare alcune precisazioni” – ha chiarito D’Erasmo – “Corona all’interno della puntata di Falsissimo fa riferimento ad alcuni articoli del Codice, ma gli sfugge un aspetto: l’estorsione c’è quando arriva la minaccia. Non la promessa. Nel senso: se io prometto al soggetto ‘Se vieni al letto con me avrai un vantaggio’, non c’è estorsione. L’estorsione si configura quando si dice: ‘Se non vieni al letto con me, non lavorerai mai più’. Questo non sembra essere avvenuto. Se, all’interno di tutte le chat non compare questo tipo di minaccia, l’estorsione non può essere annoverata fra le conseguenze possibili. Poi, nel caso ci fossero gli estremi di estorsione, bisogna capire se sia stata conclamata o se si è trattato di un mero tentativo. (…) Tutto è ancora da definire, bisogna continuare a essere garantisti”.
Il “passo falso” nella strategia difensiva
Infine, D’Erasmo ha sottolineato quella che, a suo avviso, rappresenta una scelta discutibile da parte di Signorini e del suo team legale: aver consentito a Corona di rendere dichiarazioni spontanee davanti al pubblico ministero.
“Signorini attraverso i propri legali un autogol in questa situazione l’ha commesso. Nel senso che dare l’opportunità a Corona di recarsi davanti a un Pubblico Ministero, sostenere l’interrogatorio e dire la propria non so quanto possa essere stato conveniente. Si tratta comunque di una eventuale leggerezza strategica e non di un errore tecnico ovviamente“.
Una vicenda ancora in piena evoluzione, che – come sottolinea lo stesso avvocato – richiede prudenza e rispetto del principio di garanzia per tutte le parti coinvolte.







