Film in Tv: La vita è bella, stasera alle 21,10 su Canale 5

17/11/2010 di Caterina Cerretani

La vita è bella, in onda su Canale 5 alle 21,10, vincitore di tre oscar nel 1999 per il migliore attore protagonista, la migliore colonna sonora e il miglior film straniero è il capolavoro cinematografico di Roberto Benigni che si duplica nel ruolo di regista e attore protagonista.

Non è una pedante ricostruzione manualistica, ma una storia nella Storia, una commovente favola moderna costruita sullo sfondo di una delle più drammatiche pagine che l’umanità ricordi.

Fine anni Trenta: Guido (Roberto Benigni) e Ferruccio (Sergio Bustric) lasciano le campagne per recarsi ad Arezzo in cerca di lavoro.

Guido, estroverso e spensierato vorrebbe aprire una libreria nel centro del paese e per realizzare il suo sogno si fa assumere come cameriere dallo zio Eliseo (Giustino Durano) che gestisce il Grand Hotel.

Durante le sue divertenti scorribante in città incontra la maestrina Dora (Nicoletta Braschi) e se ne innamora.

Dora è timida e vive costretta in un ambiente borghese, fidanzata con il fascista Rodolfo (Amerigo Fontani), un vecchio compagno di scuola del quale, però, non è più innamorata. Con l’esuberanza e l’allegria del suo carattere, Guido riesce a vincere le reticenze della maestrina, e a sposarla.

Sei anni dopo i due sono felici e con un figlio Giosuè (Giorgio Cantarini). Guido è riuscito ad aprire la sua libreria ma non ha molti clienti. La guerra imperversa e, con essa, arrivano le leggi razziali contro gli ebrei.

Guido ha origini ebraiche, incombe su di lui la minaccia dell’antisemitismo, ma egli inventa sempre nuove favole per il figlio, perché non si renda conto di quello che gli sta succedendo intorno.

Ma, inevitabile, la famiglia viene deportata. Guido, Giosuè e lo zio Eliseo vengono divisi da Dora, che decide di seguirli di sua iniziativa pur non essendo ebrea.

È l’inizio della tragica avventura di un padre che, per proteggere il figlio dalla realtà, maschera l’intero dramma della prigionia dietro la facciata di un gioco a punti con in premio finale un carrarmato: la vita al campo è spietata ma lui la racconta al figlio come se fosse “da schiantarsi dal ridere.

Questa è la storia di un uomo, che è disposto veramente a tutto, anche al personale sacrificio, pur di difendere ciò che ha di più caro.

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