Minzolini: Contento che Ferrara torni in Rai. Merlo del Pd: Speriamo non sia una trasmissione di propaganda

01/03/2011 di Simone Morano

Giuliano Ferrara

Il ritorno di Giuliano Ferrara in televisione, dopo il Tg1 delle 20 dal lunedì al venerdì, non ha mancato di suscitare reazioni. A partire dal ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, che parla di “un’opportunità per la Rai, e non certo un assist per il centrodestra, visto che per bilanciare alcune trasmissioni non sarebbe sufficiente nemmeno mandare la mia sottosegretaria Daniela Santanchè in prima serata a reti unificate”.

Anche il direttore del Tg1 Augusto Minzolini non nasconde il proprio entusiasmo: “Sono strafelice – commenta – perché Giuliano Ferrara rappresenta un grande professionista, il cui ritorno rappresenta senza ombra di dubbio un grande successo per la tv pubblica. In un’azienda in cui ci sono telegiornali pseudo istituzionali terzo polisti, inoltre, mi sentirò meno solo, considerata la presenza di vecchi naviganti partitocratici e le faziosità di sempre che non tramontano mai”.

Non è di certo sulla stessa linea d’onda Giorgio Merlo, del Partito Democratico, vice presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza Rai, che precisa: “Di solito non faccio il processo alle intenzioni, e l’esercizio di contestare le persone a prescindere non mi appassiona. Nel caso in cui Ferrara potrà disporre di uno spazio di approfondimento dopo il Tg1 andremo a verificare se si tratterà di un comizio quotidiano oppure di una rubrica di confronto imparziale e pluralista. Una terza via non esiste, ed è bene che il vertice aziendale non assuma un atteggiamento pilatesco sul tema”.

Chiosa Bice Biagi: “La tv è lo specchio del Paese, dove le cose vanno inevitabilmente in un certo modo”.

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