Intervista a Maria De Filippi: dall’adolescenza ribelle alla tv. “Chi mi critica è snob, miope”

13/09/2010 di Laura Errico

Presto Maria De Filippi ritornerà sul piccolo schermo con C’è posta per teUomini e Donne ed Amici. Intanto ha rilasciato un’intervista al quotidiano Repubblica, sul quale ha svelato alcuni aspetti inediti della sua giovinezza ed ha parlato delle sue trasmissioni e del suo lavoro.

La conduttrice ha inizialmente raccontato alcuni particolari della sua adolescenza ribelle:

Mi consideravo un cesso. Avevo duemila complessi, al punto da non dichiararmi mai a un ragazzo che mi piaceva. Aspettavo tutto il giorno di uscire con la Vespa alle sei del pomeriggio, il momento più euforico della giornata. E prendevo una multa dietro l’altra. Una volta, per pagarne una più salata delle altre, rubai in casa un pezzo d’argento e andai a venderlo in una gioielleria dall’altra parte della città. Pavia è uno sputo, fui smascherata e portata per un orecchio davanti al gioielliere.

Poi avvennero dei cambiamenti nella sua vita: in primis si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza e si mise seriamente a studiare, anche se poi non riuscì a vincere il concorso per magistrato e soprattutto incontrò in seguito Maurizio Costanzo, che le propose di andare a lavorare a Roma.

Maurizio mi ha aiutato molto ma non mi ha mai forzato ad assomigliare a lui, mi ha solo insegnato ad accettare le mie sfigaggini.

Nel corso dell’intervista parla poi di C’è posta per te:

La mia scelta di raccontare le storie della gente comune non è partita da un discorso di audience, è quello che so fare. A C’è posta mi sento molto la casalinga di Voghera,

per poi aggiungere anche un commento su Uomini e Donne:

Non va giù a nessuno per il concetto di tronista, termine che ormai è entrato anche nello Zingarelli. Secondo me non hanno mai cercato di capire il tronista da un punto di vista sociologico. Il tronista non piace neanche a me, ma evito di pensare continuamente che sono meglio di lui.

Ne approfitta infine per rispondere a coloro che criticano i suoi programmi:

Non mi offende fare programmi nazionalpopolari, mi lusinga. Chi mi critica è snob, peggio miope, si sente superiore agli altri, più intelligente.

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