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Festival di Sanremo 2013, i Testi: Max Gazzè con “Sotto casa” e “I tuoi maledettissimi impegni”

di Valentina Gambino

Pubblicato il 2013-02-13

Max Gazzè, classe 1967, è un cantautore e bassista romano. La sua prima volta al Festival di Sanremo data 1999, quando si presentò nella categoria Giovani con il brano Una musica può fare. L’anno dopo partecipa nuovamente con il brano Il timido ubriaco e, nel 2008 partecipa nuovamente con Il solito sesso, canzone che presenterà …

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Max Gazzè, classe 1967, è un cantautore e bassista romano. La sua prima volta al Festival di Sanremo data 1999, quando si presentò nella categoria Giovani con il brano Una musica può fare. L’anno dopo partecipa nuovamente con il brano Il timido ubriaco e, nel 2008 partecipa nuovamente con Il solito sesso, canzone che presenterà nella serata dei duetti insieme a Paola Turci alla chitarra e Marina Rei alle percussioni. Il 17 febbraio 2012 invece, partecipa come ospite alla quarta serata del Festival, calcando il palcoscenico del Teatro Ariston per duettare con Dolcenera, con la canzone Ci vediamo a casa, brano presentato dalla cantante durante il Festival.

Max Gazzè spiega brevemente le canzoni che canterà durante la kermesse sanremese: “Sotto casa è una canzone divertente, colorata, Anni 70, con un’orchestrazione importante. “I tuoi maledettissimi impegni” è un “beat” veloce e ironico: parla di un innamorato che per stare accanto all’impegnatissima amata è disposto a tutto”. Tra l’altro Sotto casa darà il titolo al disco di inediti in uscita, a cui seguirà il tour europeo. Nella serata dedicata a Sanremo Story, Gazzè canterà Ma che freddo fa, bellissimo pezzo cantato da Nada nel 1969.

Per l’angolo della curiosità, direttamente dal sito di TV Sorrisi e Canzoni riportiamo: Sotto casa è nata dall’incontro del cantante e di suo fratello Francesco con due testimoni di Geova che una mattina hanno suonato alla loro porta. Si sono immaginati le loro reazioni le volte che nessuno gli ha aperto la porta.

Foto apertura articolo: © copyright Massimo Sestini

 

Di seguito i testi delle canzoni.

Sotto casa

Apra la sua porta,
Faccia presto…
Non importa
Cosa crede lei
Di questo
Movimento
Ma l’avverto
Che al suo posto
Non ci penserei
Due volte,
Dato l’imminente
Arrivo di Gesù,
Perché poi non torna più!
Mi son reso conto
Che serpeggia
Tra i credenti
Il malcontento
Per la pioggia
Di mancati
Appuntamenti
Nei millenni,
Ma si metta
Nei suoi panni…
Quell’incetta
Di pianeti
Da salvare…
Di pianeti da salvare!
Possa la bontà
Del vostro cuore
Riscoprire
Che la verità
Si cela
Spesso
Dentro una persona
Sola
E non è tanto
Il sesso
A consolare
L’uomo
Dal suo pianto,
Ma l’amore
Buono
Ed il perdono
Santo
Del Signore.
Lasci
Che le spieghi
In due parole
Com’è facile
Sentire
Gli echi
Bassi ed immorali
Di comportamenti
Frivoli e meschini
Quali
Certi
Omini
In abito da donna,
La vergogna
Che neanche gli animali!
Apri un istante
E ti farò vedere io
Che nasce sempre
Il sole
Dove
Cerco Dio,
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!
Lei non si dimostra
Illuminato
Dalla grazia della vostra
Santa Vergine Maria,
Lo chiami pure, se ritiene,
Il capo
Della polizia,
Ma a chi conviene
Tutta quella baraonda
Se l’ozono
S’è ridotto
A un colabrodo
E basta
Un solo
Farabutto
A fare in modo
Che dell’uomo
Non rimanga
Neanche l’ombra…
E poi ficcatevelo in testa:
Non si viene
Al mondo tanto
Per godere,
Ma soltanto
Perché un bene
Superiore
Ci ha creati!
Apri un istante
E ti farò vedere io
Che nasce sempre
Il sole
Dove
Cerco Dio,
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!
So che sei lì
Dentro…
Non ti muovi,
Ma ti sento!
Oggi te la cavi,
Sì…
Ma non finisce qui!
In tutti
I poveretti
Che hanno perso
Il senso immenso
Della vita!
Non chiedo mica
Un regno
Intero,
Dico io…
Sono un indegno
Messaggero
E cerco Dio
In chi vendette
Onore
Per denaro
E ora nel cuore
Mette
Un muro!

I tuoi maledettissimi impegni

Se tu lavori
Tutto il giorno
A che mi serve
Vivere?
Aspetto fuori
Il tuo ritorno
Pensando sempre
E solo a te.
Ma tu
Coi tuoi discorsi strani:
Cantare le canzoni
Oggi non basta più!
E non c’è una soluzione se non quella
Di rimpicciolirmi a dismisura
Fino al punto di traslocare nella
Borsa tua con gran disinvoltura…
Oppure supplicare e supplicare la tua ombra
Di cedermi la possibilità
Di rimanere là
A disposizione
Cambiando se tu cambi posizione…
O essere l’involucro
Di ogni
Funambolico
Pensiero che ti viene
Quando le giornate sono piene
Dei tuoi maledettissimi impegni!
Sei tu
Che mando
Giù
Nel petto
Quando
Mi getto
Vino
In gola…
E più ti respiro
E più t’ingoio
Più voglio
Rivederti ancora!
Forse c’è una soluzione buona in più:
Potrei farti da fermaglio
Per capelli
Se per sbaglio
Ti venisse voglia di tenerli
Su…
Oppure travestirmi da molecola di vento
E accarezzarti impunemente
Il viso mentre
Non hai tempo…
Non hai tempo!
E non c’è una soluzione
Se non essere l’involucro
Di ogni
Funambolico
Pensiero che ti viene
Quando le giornate sono piene
Dei tuoi maledettissimi impegni! 

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