South Park si autocensura: ennesima provocazione?

24/04/2010 di Emanuela Longo

Proprio così, uno dei cartoon più irriverenti del piccolo e grande schermo, ricorre all’autocensura.
Siamo giunti alla duecentesima puntata della serie, nella quale Maometto si è incarnato nel corpo di un orso. A partire dalle successive puntate, ogni parola pronunciata dal Profeta dell’Islam, verrà censurata, visivamente con la scritta “Censured” ed anche da un punto di vista sonoro, con il classico “bip”. Ma non è tutto: Maometto verrà sostituito da Babbo Natale.

Ma come mai, una delle serie cartoon che più di tutte ha messo in crisi il mondo della politica, la sfera sessuale e quella religiosa, mostrando, senza peli sulla lingua, i nei della società mondiale, ora ricorre addirittura all’autocensura?

Il tutto, è stato voluto dagli autori di South Park, in seguito a delle minacce di morte provenienti da un gruppo di estremisti islamici, via internet. Secondo la minaccia, Matt Stone e Trey Parker potrebbero fare la stessa fine di Theo Van Gogh, regista ucciso qualche anno fa da un fondamentalista, in seguito alla realizzazione di un corto dal titolo “Submission”, avente come oggetto le violenze subite da donne islamiche.

In seguito a tale avvertimento, i due autori, messi alle strette, hanno così deciso per la prima volta di applicare l’autocensura. Un gesto, per alcuni, di precauzione, ma per molti, sinonimo di ennesima provocazione, quanto basta a sdrammatizzare e ironizzare sulle polemiche che hanno nuovamente riguardato l’irriverente serie animata americana.

Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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