Marco Cartasegna parla di Coronavirus: “Sacrificio per i giovani”, scoppia la polemica – VIDEO

09/05/2020 di Emanuela Longo

Marco Cartasegna, ex volto di Uomini e Donne, è finito nella bufera per alcune sue dichiarazioni sul Coronavirus. Il giovane, da sempre molto attento ai temi di attualità e politica, ama esprimersi ed interagire con i suoi follower attraverso la pagina Instagram torcha sulla quale nelle ultime ora ha caricato un video in cui parla dell’attuale situazione legata al Coronavirus, commentando anche la scelta di Beppe Sala, sindaco di Milano, dopo il caso che si è registrato sui Navigli, super affollati (Clicca qui per il video).

Marco Cartasegna, il suo pensiero sull’emergenza Coronavirus

Marco Cartasegna

Marco Cartasegna parlando dell’emergenza sanitaria legata al Coronavirus ha fatto delle osservazioni sul “sacrificio” che i giovani sono stati chiamati loro malgrado a sostenere. Ecco le sue parole al centro della polemica:

59 è il numero di morti al 29 di aprile in Italia a causa del Covid  con età inferiore ai 40 anni, mentre il 99% dei decessi è avvenuto nella fascia di età sopra i 50 anni […] Di certo se abbiamo dovuto prendere delle misure così drastiche come il lockdown per salvaguardare il sistema sanitario nazionale – che alla fine è il motivo tecnico che ha portato al lockdown – non è per il numero di ricoverati in terapia intensiva giovani.

Il sacrificio che ci è stato chiesto lo abbiamo accettato senza fiatare, in nome della collettiva e soprattutto dei nostri genitori e dei nostri nonni, perché il Covid-19 per i giovani nella stragrande maggioranza dei casi è asintomatico o non porta sintomi gravi. Trovo inaccettabile il modo in cui il sindaco di Milano Sala si è rivolto a chi faceva aperitivo o comunque era nella zona dei Navigli. Non fraintendiamoci, ha ragione Sala, non dovevano stare lì, non è ancora arrivato il momento del liberi tutti. Ma forse lui e chi si trova nelle posizioni di potere che si permettono di rivolgersi così a noi ragazzi hanno dimenticato il sacrificio che abbiamo fatto e stiamo ancora facendo in primo luogo per loro. Certo siamo stati fortunati, un altro Coronavirus avrebbe potuto essere molto più letale sulla nostra fascia di età, ma non possiamo parlare per ipotesi. Questo Coronavirus per noi non è pericoloso, eppure siamo stati chiusi in casa come le fasce più a rischio. Nessuno di noi vuole vedere i suoi cari infettati, forse chi ieri era sui Navigli abita da solo, o tra coetanei, e non ha contatti con le fasce più a rischio. […]

Non ho sentito di misure rivolte a noi […] o di una Fase 2 che andasse per fasce di età come trovo assolutamente più sensato. Faccio un appello a chi si rivolge così ai giovani: pensateci bene, perché noi subiremo le conseguenze peggiori, il peso del debito pubblico lo pagheremo noi, le vostre pensioni le pagheremo noi, noi che abbiamo rinunciato a dei mesi della nostra vita e forse non era necessario che lo facessimo. Ora il minimo che ci è dovuto è gratitudine e rispetto.

Le sue parole hanno scatenato un malcontento generale tra gli utenti che hanno espresso un pensiero completamente opposto a quello di Cartasegna. E proprio alla luce delle tante critiche registrate, l’ex di Uomini e Donne è tornato qualche ora più tardi sulla questione per fare chiarezza (video in apertura):

Mi dispiace leggere i commenti sotto al post e ho notato che la gente non ha capito un ca**o del mio discorso. Non ho detto che i giovani siano gli unici ad essersi sacrificati, ma si sono sacrificati e non erano tenuti a farlo, e nessuno sta riconoscendo questo sacrificio. Alla minima cosa vengono additati come responsabili, c’è un risentimento in Italia da parte di tutti, una voglia di incolpare e di autocritica. […]

Questi commenti vengono nella stragrande maggioranza da parte di giovani che si sono fatti mettere i piedi in testa e non hanno interesse per il loro futuro economico e sociale. Nessuno o pochissimi hanno commentato quello che ho detto sul debito pubblico che ci verrà lasciato o delle misure inesistenti rivolte ai giovani. […]

Siamo totalmente passivi e questo mi fa paura e mi fa inca**are da morire! Portiamo il concetto all’estremo: è meglio vivere una vita subendo, stando chiusi in casa, in cui quando usciremo non troveremo la situazione di prima, che già per molti non era idilliaca, ma anzi con una crisi ben peggiore, oppure preferireste rischiare, vivere la vita perché non siamo infiniti e non viviamo per sempre, e quindi sì il Coronavirus c’è, è pericoloso, per alcuni più che per altri statisticamente, però rischiare e vivere e vedere cosa succede. Io non ho dubbi a riguardo ma mi sembra di essere l’unico.

Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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