Live Non è la d’Urso chiude senza lustri: Scheri gongola, Barbara ringrazia ma il format si è usurato

22/06/2020 di Valentina Gambino

Live Non è la d’Urso

Barbara d’Urso chiude la stagione di Live con un risultato decisamente “Meh”. Meglio delle altre puntate ma, di certo, non brilla. 2.018.000 telespettatori, share 13,06%. Dopo 36 puntate si è conclusa la lunga stagione di un format particolarmente difficile.

Live Non è la d’Urso in ferie: Scheri gongola e Barbara ringrazia

La conduttrice napoletana ha già dato appuntamento al 13 settembre: “Ripartiremo, come era stato già deciso”. Tornerà anche Domenica Live mentre Pomeriggio 5 ripartirà il 7. Silenzio sul Grande Fratello, probabilmente ancora in pausa oppure, come si è spesso detto, finirà nelle mani di Alfonso Signorini.

Durante l’ultima puntata di Live Non è la d’Urso, Barbara ha fatto i doverosi ringraziamenti: “Il mio direttore generale, che è Mauro Crippa, Andrea Delogu e soprattutto il mio editore, Pier Silvio Berlusconi. Soprattutto loro, assieme ad altri, hanno voluto fortemente e amato fortemente Live – Non è la D’Urso”.

Soddisfatto Giancarlo Scheri, direttore di Canale 5:

Barbara d’Urso, in un momento complesso e inedito, ha confermato la sua professionalità, informando, intrattenendo e sostenendo il pubblico a casa senza mai fermarsi. Un impegno al quale hanno contribuito i giornalisti di Videonews, il team autorale e lo staff produttivo dei suoi programmi. Ringrazio Barbara e tutta la squadra per il grande lavoro svolto.

Quello che (secondo me) non funziona di Live

Personalmente ho apprezzato lo sforzo di Barbara d’Urso ma la sovraesposizione mediatica non le ha giovato. Per informare sul Coronavirus, avrei dato la possibilità ad un giornalista di informarci sugli accadimenti, esattamente come è successo per Mattino Cinque che ha messo in “panchina” Federica Panicucci in favore dell’informazione di Francesco Vecchi.

Purtroppo l’impegno estremo, a mio parere, è passato come un tentativo di volerci essere “per forza”. Live Non è la d’Urso tornerà, va bene. Ma spero che Barbara ed Ivan Roncalli si siano resi conto che il format è usurato ed ha oggettivamente stancato il telespettatore. Troppo hype e sempre gli stessi volti che si accusano a vicenda creando sentimenti contrastanti da parte del telespettatore.

Io personalmente amerei che Barbara lasciasse più spazio all’ospite di turno, senza ripetere in continuazione “Non ho più tempo”, oppure “devo andare in nero, gli spazi pubblicitari, la nostra amata pubblicità…” e compagnia bella. Non sarebbe il caso di proporre meno ospiti ma dare loro la possibilità di potersi raccontare meglio?

E’ fastidioso dovere ascoltare un discorso e sapere già che si concluderà con “devo interromperti… Fusi (il regista di Live, ndr) mi metti nello split?” (Barbara, non comparire in video durante un dibattito, non ti darà meno autorevolezza, credimi).

Ancora peggio: “Sei nella mia trasmissione e decido io…”. Questo, purtroppo, risulta presuntuoso e ti dà la sensazione di timore referenziale. Un po’ come durante il Trecento, quando entravi in chiesa con una sensazione di “allarme” che ti faceva sentire “infinitamente” piccolo di fronte a Dio.

Io spero che Live Non è la d’Urso possa modificarsi un po’ e che Barbara non me ne voglia. Ho molta stima per il suo operato però questo anno tutti questi “eccessi” si sono notati fin troppo. Meno sovraesposizione e più spazio per gli ospiti (magari alzando l’asticella e invitando personaggi di spessore). In questo caso, il 13 settembre lo aspetterei con ansia, oggi invece…

Giornalista e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

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