Intervista a Francesca Testasecca: “San Francesco, il Santo a cui sono devota, mi ha fatto vincere Miss Italia 2010”

27/09/2010 di Laura Errico

“Sarà una frase fatta ma proprio non me l’aspettavo di vincere: all’inizio neanche volevo partecipare. Forse da lassù qualcuno ha deciso di farmi un gran dono e di cambiarmi la vita. Penso a San Francesco, il santo a cui sono devota, che era umbro proprio come me”.

Così inizia l’intervista a Francesca Testasecca, la vincitrice di Miss Italia 2010. E’ nata in Umbria, a Foligno in provincia di Perugia ed ha 19 anni. Lei si descrive come una persona “estremamente legata ai valori cristiani” e di sè racconta:

Mi sono appena diplomata all’Istituto tecnico turistico, non a pieni voti ma quasi. Amo viaggiare e già da bambina il mio più grande desiderio, oltre che avere un futuro nel mondo dello spettacolo, era quello di diventare una assistente di volo.

Come tante altre ragazze anche lei sogna di lavorare nel mondo dello spettacolo.

Mi piacerebbe prendere parte ad un corso di recitazione e mi piacerebbe provarci seriamente nel cinema, magari diventando brava come la grande Sophia Loren, dalla quale ho avuto l’onore di ricevere la mia corona. Non ho nessuna esperienza nel mondo dello spettacolo, penso di essere l’unica a non aver mai fatto un provino per la tv o per un reality show.

Oltre alla bellezza di lei sono stati subito notati i tatuaggi. Quanti ne ha in tutto?

Ne ho esattamente tre. Il primo che ho fatto lo porto sulla schiena. Si tratta di una fantasia di farfalle in volo con al centro il nome della mia madrina di cresima, zia Melina. Il secondo si trova sul collo del mio piede sinistro ed è la riproduzione di un fiore rampicante, mentre il terzo, quello più vistoso, ce l’ho sul lato destro della pancia. All’inizio si trattava di un geco, ma dato che a mia madre proprio non piaceva l’ho coperto con il disegno di due orchidee e con il nome di mio fratello.

Infine parla del suo fidanzato.

Il mio fidanzato si chiama Samuel. Lo amo da impazzire. Spero che tra noi tutto vada per il meglio e che un giorno si possa pensare al matrimonio. Adesso la consideriamo ancora una possibilità un po’ lontana.

Fonte: DiPiù

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