Bebe Vio in Tv, “Ora gioco un po’, poi torno alle cose serie: lo sport”

07/10/2017 di Emanuela Longo

Bebe Vio, atleta paralimpica e oro nella scherma alle Paralimpiadi di Rio 2016, sta per approdare in Tv. Un’esperienza unica per lei, che la vedrà da domani alla guida di La vita è una figata!, titolo azzeccatissimo e che cita una frase presa in prestito dal padre, pronunciata in uno dei suoi momenti più difficili. Tra gli ospiti che intervisterà, noti e meno noti, tutti personaggi che in qualche modo hanno dimostrato di saper combattere di fronte alle avversità della vita. Alla vigilia della sua prima volta nei panni di conduttrice televisiva, Bebe ha rilasciato una interessante intervista al quotidiano Il Giornale. Ecco quali sono state le sue dichiarazioni.

Bebe Vio alla vigilia de La vita è una figata!

A Il Giornale, Bebe Vio ha spiegato da dove deriva la frase che dà anche il titolo alla nuova trasmissione di RaiUno in onda da domani pomeriggio, alle ore 17:45. “È di mio padre. Ero appena tornata a casa, stavo malissimo, fisicamente e moralmente. Basta, non ne posso più, io mi ammazzo! Ah si? E come pensi di farlo?: Mi butto giù dal letto. Beh ghignò lui – ti ci vorrebbe almeno una finestra. Aspetta: ti ci porto io. Intanto però sappilo. La vita è una figata”, ha rivelato Bebe, come già aveva detto a Che tempo che fa la scorsa settimana.

Chi saranno gli ospiti della trasmissione che la vedrà al timone? “Tutte persone normalissime ma anche sciallissime. Paola Turci, che si è ricostruita dopo un brutto incidente. Alex Zanardi, che è super-sciallo perché rinato anche come campione. Mayla Riccitelli, che a 10 anni e senza una gamba vuol fare la ballerina, Andrea Caschetto, che affetto da amnesie vuol salvarsi la memoria… Tutti a casa mia”, ha svelato. E di fatto la scenografia vede la presenza di un loft arredato con cose di casa sua.

A quanto pare il direttore di RaiUno le avrebbe già proposto di bissare l’esperienza ma Bebe Vio ha voluto fare un passo indietro: “No, un momento ragazzi: non scherziamo. Finché si tratta di giocare va bene, ma io sono una sportiva, devo piantarla di divertirmi e tornare a fare le cose serie. Andare in palestra, prendere la patente, iscrivermi all’università (scienze delle comunicazioni: voglio diventare sciallissima come il presidente del comitato paralimpico Pancalli). E poi fra 33 giorni a Roma c’è la coppa del mondo. Devo allenarmi!”, ha commentato.

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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