Beppe Bigazzi non era malato, Tizzanini “si è lasciato morire”

11/10/2019 di Emanuela Longo

Beppe Bigazzi

A distanza di alcuni giorni dalla morte di Beppe Bigazzi, emerge una verità sconvolgente sui motivi che hanno portato al decesso dell’ex volto de La Prova del Cuoco, venuto a mancare nei giorni scorsi all’età di 86 anni. Inizialmente si era parlato di una lunga malattia ma adesso è Paolo Tizzanini, suo storico amico e collega, a spiegare cosa si cela dietro la morte di Bigazzi. Tizzanini, raggiunto da Fanpage.it, ha rivelato come stava realmente l’amico Beppe negli ultimi tempi, quando era arrivato ormai a non muoversi più, rendendo difficile i loro incontri.

Beppe Bigazzi, la verità sulla sua morte

Paolo Tizzanini ha ricordato Beppe Bigazzi con parole cariche di affitto e stima: “Tra noi c’è stata un’amicizia sincera, una stima profonda. Era un uomo di grande cultura, ha ricoperto cariche importantissime, conosceva personaggi che hanno rivestito ruoli fondamentali, addirittura due presidenti degli Stati Uniti”.

In vista della sua morte, però, Bigazzi aveva espressamente detto di volere dei funerali privati, alla presenza di 20 persone, e così è stato. “Giuseppina mi aveva detto che, per volontà di Beppe, non avremmo dovuto dire nulla agli amici prima delle esequie. Beppe ha voluto funerali privati e aveva disposto che vi partecipassero solo i figli, la moglie, altre poche persone, io e mia moglie Daniela. Nessun altro. Ha scelto di andarsene tranquillamente, senza troppi clamori”, ha dichiarato.

Dopo essersi ritirato dal mondo della Tv, Bigazzi aveva deciso di ritirarsi a vita privata ma era rimasto lucidissimo fino alla fine. Quindi, l’amico e collega ha poi negato la sua malattia.

Se stava bene? Era 20 chili, non mangiava più ma era a casa tranquillo, sereno nel suo letto. Quando la dottoressa lo ha incontrato giovedì, lo ha rimproverato: “Signor Beppe, lei non ha una malattia. È lei che non reagisce”. È una persona che ha avuto il coraggio di decidere per se stesso fino all’ultimo e va rispettato anche per questo. Con la sua intelligenza e la sua saggezza, avrebbe potuto vivere fino a 200 anni. Ha scelto di andare via in maniera serena.

In passato, ha proseguito l’amico, aveva avuto un problema di salute che però aveva superato. “La sua non era la cartella clinica di un malato terminale. Non lottava contro alcun male. Ha scelto di lasciarci in modo sereno. Non era intubato o gravemente malato”, ha ribadito. Quindi ha chiosato: “Ha voluto che la morte non avesse ridondanza. Ha voluto morire, ha sfidato la morte senza mai darle importanza. Poche altre persone ne sarebbero state capaci”.

Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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