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Basciano-Sophie: sviluppi dalla Procura di Milano

Filippo 10/02/2026

Basciano-Sophie, sviluppi dalla Procura

Sophie Codegoni su Alessandro Basciano

Basciano-Sophie: sviluppi dalla Procura di Milano

La Procura di Milano ha compiuto un nuovo passo nel procedimento che coinvolge Alessandro Basciano. I magistrati hanno infatti richiesto il rinvio a giudizio del dj e influencer, accusato di stalking nei confronti dell’ex compagna Sophie Codegoni. Dopo la chiusura formale delle indagini, spetterà ora al Gup stabilire se avviare il processo o archiviare la posizione dell’indagato.

L’inchiesta, coordinata dall’aggiunto Letizia Mannella e dal pm Antonio Pansa, ricostruisce una serie di comportamenti definiti come “condotte reiterate”, che si sarebbero protratte tra luglio 2023 e novembre 2024. Secondo l’accusa, Basciano avrebbe messo in atto insulti, pedinamenti e minacce tali da provocare nella modella un “fondato timore per la propria incolumità”, come già evidenziato nell’ordinanza di custodia cautelare che aveva portato all’arresto del dj nel novembre 2024, seguito dalla scarcerazione dopo meno di 48 ore.

Agli inquirenti, Sophie Codegoni — che aveva conosciuto Basciano nel 2021 durante il Grande Fratello Vip — avrebbe riferito di aver cambiato drasticamente il proprio stile di vita. Per un lungo periodo, infatti, non sarebbe più uscita da sola, chiedendo di essere sempre accompagnata per paura di incontrarlo.

In attesa della decisione del giudice dell’udienza preliminare, Alessandro Basciano resta sottoposto al divieto di avvicinamento alla presunta vittima, con l’obbligo del braccialetto elettronico. Il suo legale, l’avvocato Leonardo D’Erasmo, ha ribadito più volte che il dj respinge ogni accusa e ha già esposto la propria versione dei fatti nel corso degli interrogatori. Tra i documenti acquisiti figurano anche le chat intercorse tra i due, che saranno valutate per stabilire la solidità del quadro accusatorio.

Contattato da Fanpage.it, l’avvocato D’Erasmo ha commentato la richiesta di rinvio a giudizio parlando di un passaggio prevedibile: “Richiesta scontata dopo il clamore mediatico”. Il legale ha aggiunto: “Alessandro si era illuso perché ha visto il PM propenso all’ascolto, ma io gli avevo detto che con questo clamore non avrebbero mai archiviato”.

Secondo la difesa, l’ipotesi di stalking non sarebbe sostenuta dai fatti: “Abbiamo le prove che i due si cercavano reciprocamente fino al giorno prima dell’arresto. Se una persona ha paura del suo ‘stalker’, non lo chiama per farsi accompagnare a fare la spesa”. L’avvocato precisa inoltre: “Possiamo discutere di una condotta verbale scomposta, di ingiurie, ma non di atti persecutori. Nelle chat non c’è traccia di minacce di morte; quelle sono solo dichiarazioni della Codegoni non supportate da prove”.

Nel racconto del legale emerge anche un elemento controverso legato alle misure cautelari. L’ultima richiesta di revoca del divieto di avvicinamento sarebbe stata respinta dal GIP nonostante il parere favorevole dei pm: “Il Pubblico Ministero per due volte ha dato parere favorevole alla revoca della misura, segno che anche l’accusa riconosce un attenuamento delle esigenze cautelari. Il GIP Santoro però ha rigettato l’istanza con una motivazione che ritengo scandalosa: sostiene che Basciano nutra ancora rancore perché ha coperto un tatuaggio con il nome ‘Sophie’ disegnandoci sopra un mitra nero. È una scelta estetica, non un segnale di pericolosità”.

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