Al via la nuova serie de I Cesaroni. L’attacco della Padania alla fiction e la replica di Claudio Amendola

09/09/2010 di Giulia Calchetti

Riparte questa sera l’amatissima fiction  ‘I Cesaroni’, arrivata alla sua quarta stagione. Molte sono le rivoluzioni all’interno della trama, come per esempio la crisi matrimoniale che toccherà Giulio e Lucia, arrivando quest’ultima a lasciare il marito per seguire le aspirazioni professionali. A cercare di far tornare il sorriso a Giulio ci penseranno le due new entry del cast: Marta Zoffoli e Barbara Tabita rispettivamente nei panni di Emma e Olga.
Novità anche nel format delle puntate: quest’anno non assisteremo più alle classiche due da 50 minuti ciascuna, ma ci sarà un’unica puntata da 70 minuti, di modo che anche i più piccoli possano vederlo prima di andare a dormire.

Proprio nel giorno della vigilia del suo ritorno sul piccolo schermo, la fiction ha subito le polemiche da parte della Padania per la caratteristica accreditata da molti al prodotto seriale, cioè quella di rispecchiare al meglio la famiglia media del nostro Paese.

Questo è quanto ha riportato il quotidiano della Lega nella pagina dedicata agli spettacoli:

“In molti hanno spiegato che ‘I Cesaroni’ hanno il pregio di rappresentare la famiglia media di questo Paese. Che le loro storie sono un po’ le storie di tutti. Ma da qui a dire che ‘I Cesaroni’ sono lo specchio degli italiani ce ne corre. La disoccupazione che colpisce i giovani? Solo un fantasma che vaga sullo sfondo della vineria romana. La disperazione di molte famiglie erose dagli odi tra marito e moglie? Tutte rose e viole. Un giardino in cui gli amori svolazzanti si rincorrono senza drammi. Senza lacrime. Senza un reale pathos”.

“Il resto della fiction -scrive ancora il giornale del Carroccio- e’ solo un collegamento tra un innamoramento e l’altro: tutto in perfetta salsa romanesca, compreso, ovviamente, quello dei linguaggio declinato in ogni spessore semantico dai vari personaggi e protagonisti. Abbiamo cercato di trovare anche un solo vocabolo in lingua toscana nel trailer, ma e’ stato veramente difficile. Una ricerca inefficace anche con un qualsiasi lanternino verbale. Tutto rigorosamente in dialetto romanesco. In se’ la cosa potrebbe anche non essere del tutto negativa nel rispetto della parlata di quella citta’. Quello che stride e’ che si cerca di far passare quelle vicende per storie comuni. No, quella e’ una fiction, non rappresenta nessuno. Solo fantasie per una serata da passare sul comodo divano di casa”.

Claudio Amendola ha subito commentato l’articolo pubblicato, affermando di non sentirsi minimamente toccato dalle affermazioni riportate dal giornale della Lega.

Questo attacco della ‘Padania’ ai ‘Cesaroni’ non mi tocca minimamente. Non mi sento neanche offeso”. Mi sembra un attacco pretestuoso, ma a dir la verita’ da loro non mi aspettavo niente di diverso.

Amendola prosegue commentando l’attacco fatto al linguaggio usato all’interno della serie, definito ‘rigorosamente romanesco’:

Sia a livello di contenuti che a livello linguistico abbiamo avuto sempre un riscontro positivo nelle persone: da Trento, a Milano, fino alla Sicilia.

Visto il successo ottenuto dalla fiction, come poter contraddire il signor Cesaroni?

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