Carlo Cracco, “Non ho apprezzato il funerale a MasterChef, per fare audience sono disposti a tutto!”

15/02/2018 di Valentina Gambino

Carlo Cracco intervistato in esclusiva tra le pagine del settimanale Spy, confessa di non avere affatto apprezzato il “funerale” che gli hanno fatto durante la prima puntata di MasterChef, per sottolineare ancor meglio la sua assenza. La settima edizione infatti, si è proprio aperta in questo modo. “Sono sempre i migliori che se ne vanno”, commentò all’epoca il collega Bruno Barbieri. “Ultimamente era così nervoso”, disse Antonino Cannavacciuolo. “Ha chiesto di essere marinato”, aveva poi chiosato Joe Bastianich.

Carlo Cracco: “Non ho apprezzato il mio funerale in TV”

Carlo Cracco, intervistato da Spy commenta: “Nella prima puntata hanno inscenato il mio funerale, non ne sapevo nulla. Ero a casa, stavamo cenando e non guardavo la tv. A un certo punto hanno cominciato a chiamarmi al telefono… Volevano sapere se ero morto davvero. L’ho trovato un po’ kitsch, di cattivo gusto. Anche perché non si è mai fatta una cosa del genere in televisione. Al Festival di Sanremo non ho mai visto fare il funerale al conduttore precedente”.

Poi continua: “Però è anche vero che la televisione per fare audience è disposta a tutto: a vendere la mamma, la nonna, la suocera, la nuora e a vendere la pelle dell’orso ancora prima di averla cacciata. E quindi anche a fare il funerale a Cracco”. Nonostante questo accadimento un poco di cattivo gusto, lo chef continua a seguire il programma: “Guardo ancora MasterChef. Bruno Barbieri, Joe Bastianich e Antonino Cannavacciuolo sono i miei fratelli, i miei ‘figli’. Non potrei mai parlare male di loro”.

Cracco, il nuovo progetto

Carlo Cracco poi, parla anche di un nuovo progetto: “Il mio obiettivo è sempre quello di diffondere la cultura del cibo. Ora sono impegnato verso una nuova frontiera, quella del mangiare bene per stare bene. Adesso va di moda il deliveroo. Vedo tantissimi ragazzi in giro per le città in bicicletta a consegnare cibo nelle case lavorando in certe condizioni e sottopagati… però la gente è convinta che sia una figata. Ma perché farsi portare una pizza che da quando esce dal forno a quando arriva a casa è fredda e non è più buona? Quel servizio non è cultura del cibo, è un concetto sbagliato che abbassa la qualità. È la classica via di mezzo… piuttosto esci e vai al ristorante, oppure stai a casa e te lo prepari tu”.

Blogger e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

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