A Porta a Porta parla Natalì: “Io non ho mai visto droga. Brenda? Mi dispiace per ciò che le è successo ma spesso diventava litigiosa e violenta: in molti potevano avere interesse a toglierla di mezzo”

26/11/2009 di Valeria Panzeri

Nell’ultima puntata di Porta a Porta luci puntate su Natalì la transessuale coinvolta nello scandalo che ha travolto Piero Marrazzo. Incalzata dalle domande di Vespa comincia a raccontare come è nato il suo rapporto con lui, la relazione confidenziale instaurata, l’affetto che li legava, fino ad arrivare alla descrizione di cosa sia successo quel fatidico giorno in cui due carabinieri in borghese hanno fatto irruzione in casa sua mentre era in compagnia del politico.

Natalì sostiene di non essersi accorta che i due agenti avrebbero filmato la situazione, pare che sia stata confinata sul balcone della propria dimora per la maggior parte del tempo. L’unica cosa che asserisce di aver udito precisamente è stata la richiesta di centomila euro che i carabinieri avrebbero preteso da Marrazzo in cambio del loro silenzio.
Nessun tentennamento nelle parole di Natalì quando parla della questione droga

Mai entrata in casa mia e Piero non ne ha mai fatto uso in mia presenza.

La questione si focalizza, in seguito, sui rapporti che legavano Piero Marrazzo a Brenda, la trans trovata pochi giorni fa carbonizzata nel proprio appartamento. Natalì non ha risposte precise in merito, ha sentito soltanto delle voci “di colleghi” sostenere di un’eventuale frequentazione tra Brenda e il politico. Ritiene poco probabile, inoltre, che l’uomo abbia versato a Brenda la cifra di trentamila euro al fine di scongiurare l’ennesimo scandalo; troppi soldi secondo l’ospite di Vespa che ritiene ci sia stata una sorta di esagerazione della verità in termini di “compensi”.

Infine riportiamo i contenuti delle dichiarazioni di Natalì circa i potenziali assassini di Brenda, la transessuale uccisa viene descritta come litigiosa ed incline ad abusare di alcool e droghe, tali abitudini avrebbero reso il carattere della vittima aggressivo ed accentuato la sua tendenza a ricattare i propri clienti nonché ingrossato le fila dei nemici colleghi. Natalì profila dunque l’ipotesi che i responsabili del crimine potrebbero, conseguenzialmente, appartenere al giro.

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