L’Agcom chiede equilibrio tra i politici e multa il Tg1 per 100mila euro

11/05/2011 di Simone Morano

Agcom

L’Agcom, l’autorità garante delle Comunicazioni, ha richiamato gli organi di stampa a un riequilibrio tra le forze politiche, al fine di porre stabilità in uno status. In particolare, i componenti del governo devono essere convocati in tv solo in virtù della loro  “funzione governativa, nella misura strettamente indispensabile per assicurare la completezza e l’imparzialità dell’informazione“.

L’Agcom non effettua distinzioni tra tv commerciale e tv statale. Mediaset e Rai devono stare alle stesse regole, e addirittura anche Sky, dopo un esposto presentato dall’Udc. Spiega l’Authority: “In via eccezionale e straordinaria, gli ordini impartiti saranno attentamente verificati dall’Autorità attraverso un monitoraggio giornaliero. In caso di inottemperanza dell’ordine, tenuto conto dei richiami già rivolti, saranno applicate, senza ulteriore preavviso, le sanzioni pecuniarie previste dalla legge, e inoltre le testate dovranno pubblicare un avviso che riporti l’informazione sull’avvenuta violazione e sulla conseguente sanzione“.

In questo senso, il Tg1 è stato già punito, visto che ha dovuto pagare una sanzione di 100mila euro dopo i numerosi richiami avanzati dall’Agcom e mai ascoltati. Il telegiornale della prima rete Rai è stato multato per il mancato “principio di effettiva parità di trattamento e di pari opportunità di ascolto e visibilità“.

A questo proposito, la reazione del direttore del Tg1 Minzolini non si fa attendere. “Siamo in mano a gente che non sa quello che fa! Noi dobbiamo tenere conto dei dati dell’osservatorio di Pavia, mentre l’Agcom usa quelli dell’Isimm. Ma come si fa? Io dovrei essere controllato, e quello che mi controlla usa una società diversa: quindi come facciamo a collimare i due dati? Senza parlare dei costi che raddoppiano.

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