X Factor 7, Under Uomini: Michele Bravi – scheda

Michele Bravi è nella squadra Under Uomini di Morgan. Nasce a Città di Castello (PG) il 19 dicembre 1994. Comincia a vivere la musica da piccolissimo prendendo parte al coro dei bambini cittadino, ma abbandona l’esperienza non appena il gioco della musica si trasforma in studio. Da poco ha ricominciato a studiare canto per acquisire più sicurezza, imparando anche a suonare il pianoforte e la chitarra. X Factor è l’inizio di un viaggio verso la realizzazione dei suoi sogni.

CARTA D’IDENTITÀ

Nome: Michele Bravi
Data e luogo di nascita: 19/12/1994 a Città di Castello
Anni: 18
Segno zodiacale: Sagittario

IDENTIKIT MUSICALE

A che età hai cominciato a cantare?
Fin da piccolo ho partecipato per molti anni al coro dei bambini della mia città. Nel momento in cui però la musica da divertimento doveva diventare indottrinamento accademico (magari in un indirizzo lirico-corale), ho abbandonato quell’impostazione e la musica è diventata un segreto da coltivare in camera mia.

Raccontaci brevemente le tue esperienze musicali prima di X Factor
Di recente ho incontrato due persone fantastiche che mi hanno spronato a rimboccarmi le maniche e ad acquisire consapevolezza di quello che facevo e cantavo. Ho vinto una borsa di studio presso la loro accademia e da lì ho iniziato a scoprire una realtà musicale molto più curata e cosciente. Non si può lasciare nulla al caso quando si canta: ci vuole passione, coraggio, raffinatezza e graffio.

Suoni qualche strumento? Quale?
Il mio è un approccio ingenuo e primitivo con la strumentistica. Suono pianoforte e chitarra, quanto basta per dare forma, seppure embrionale, alle mie idee musicali.

C’è qualcuno che non ha mai smesso di credere in te?
Per fortuna sì! Ho il mio “circolo” di persone che mi sostengono e proteggono, ma che allo stesso tempo mi aiutano a non idealizzare mai troppo la realtà.

Un concerto per te memorabile:
Mi ha colpito molto il recente tour di Fiorella Mannoia, Il tempo e l’armonia. Sono stato rapito dal modo in cui le parole e i testi venivano pronunciati e misurati, dalla modulazione della voce di questa grande cantastorie italiana, dalla drammaticità e coinvolgimento della sua interpretazione. È stato uno spettacolo unico.

Cosa faresti pur di affermarti nel mondo della musica?
Io credo che nella musica non esista compromesso: o si è quello che si è o non si fa musica. L’unica cosa che sarei disposto a fare è pormi per quello che sono. Adeguarsi a una realtà non autentica significherebbe offendere la sacralità di un sogno.

Cosa ti piacerebbe si dicesse di te come artista?
Mi piacerebbe avere un mio segno particolare, una mia grafia originale. Mi piacerebbe avere una riconoscibilità e peculiarità che non cada nel “prodotto musicale” ma che piuttosto alimenti la musica vera. Mi piacerebbe essere coraggioso.

Cavalli di battaglia (uno in italiano e uno in inglese/lingua straniera):
Feelin’ Good di Nina Simone e Vecchio Frack di Domenico Modugno.

Canzone portata ai provini:
Father and Son di Cat Stevens.

Il voto che ti dai come cantante:
Non possiedo una capacità critica che mi permetta di giudicare me stesso. So riconoscere i miei limiti ma non nego le mie possibilità.

Le cinque canzoni più importanti della tua vita:
1) La sua figura – Giuni Russo
2) Gran Torino – Jamie Cullum
3) Tears Dry on Their Own di Amy Winehouse
4) Cuore di Cane – Fiorella Mannoia
5) Fast Car – Tracy Chapman

*Informazioni tratte dal sito ufficiale

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Valentina Gambino Author

Giornalista e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

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