Gianluigi Nuzzi a Quarto Grado: la sua storia shock come quelle affrontate nel programma – VIDEO

A partire dal prossimo 6 settembre, sarà Gianluigi Nuzzi a prendere il posto lasciato vacante da Salvo Sottile alla conduzione della trasmissione di approfondimento giornalistico Quarto Grado. Alla vigilia del suo esordio nella prima serata di Rete 4, Nuzzi racconta sulle pagine del settimanale Vanity Fair alcuni retroscena della sua vita per certi aspetti poco conosciuti. Prima di farlo però, ci tiene a precisare che le trattative con Mediaset erano già state avviate prima ancora che Sottile decidesse di lasciare l’Azienda per poi trasferirsi a La7, la rete di Cairo dalla quale proviene. In un precedente articolo, avevamo annunciato quali sarebbero state le novità della nuova stagione di Quarto Grado.

Non solo cronaca nera, ma anche casi di persone scomparse, nell’ambito dei quali sarà narrata tutta l’angoscia di chi le aspetta a casa. Angoscia che Nuzzi ha vissuto sulla sua stessa pelle, tanti anni fa e che quasi nessuno ormai ricorda. La sua ragazza di allora, Graziella, era scomparsa ed un giovanissimo Gianluigi lanciava un appello nel corso della trasmissione Linea diretta di Enzo Biagi. Ieri, nel corso della trasmissione Pomeriggio Cinque, Barbara D’Urso ha ripercorso con lui quei momenti. All’epoca dei fatti, Gianluigi aveva 19 anni: era il 1989 quando il conduttore andò in trasmissione a fare un appello accorato.

A raccontare il suo incubo di allora, il giornalista e autore di vari libri è intervenuto ospite della trasmissione pomeridiana di Canale 5. “Non c’era Quarto Grado, non c’erano i programmi di ricerca delle persone scomparse e insieme a papà tappezzammo Milano con un manifesto per lanciare un appello per farsi viva perché non sapevamo cosa pensare. Sono state settimane che ti senti smarrito, che non hai una bussola perché poi devi compensare il rispetto per una persona che sparisce con i tuoi sentimenti e con le paure che hai”, racconta Nuzzi.

Fortunatamente, la vicenda si è poi conclusa con il tanto atteso lieto fine: la ragazza era scappata per timore degli esami di maturità e per cercare un lavoro. “La televisione ha permesso un contatto”, ha commentato Nuzzi. Sulle pagine di Vanity, il giornalista ha spiegato: “Non lo racconto ora per fare un po’ di sensazionalismo ma perché, studiando il programma, rivedo i racconti delle persone scomparse, ho provato emozioni che avevo dimenticato”.

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Emanuela Longo Author

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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