Pupetta – Il coraggio e la passione: i difetti della fiction che appassiona il pubblico di Canale 5

Questa sera, torna l’appuntamento su Canale 5 all’insegna della fiction con Manuela Arcuri, Pupetta – Il coraggio e la passione che, sin dalla sua prima messa in onda ha fatto non poco discutere. Eppure, nonostante le critiche dure, i telespettatori, come sottolinea Giorgio Carbone di Libero, sembrano restarne ipnotizzati totalmente, tanto che lo scorso giovedì, sono stati 4 milioni e mezzo coloro che si sono sintonizzati su Canale 5, permettendo così alla serie di guadagnarsi il titolo di programma più visto. Intanto, le critiche hanno preso piede soprattutto sui social network, Twitter in primis, dove gli utenti si “radunano” per commentare live quanto viene visto in contemporanea sul piccolo schermo.

Il giornalista, tuttavia, sottolinea come molte delle “denigrazioni” raccolte su Twitter, effettivamente sono giustificate, stilando così la lista dei motivi per cui, al di là dell’argomento trattato, Pupetta lascia ancora perplessi. “Manuela Arcuri  è bellissima, ma è arduo a 36 anni spacciarsi per una diciannovenne (almeno sull’età  della protagonista la fiction è fedele al fatto di cronaca nera del 1955)”, sottolinea il giornalista di Libero, prima di criticare poi il suo “napoletano orrido, avanspettacolare”.

Poi aggiunge: “La Pupetta del 1955, eroina da tragedia greca per alcuni, sconcia camorrista per altri, con Manuela è diventata una simpatica sciocchina. Davanti al tribunale che l’accusa di omicidio  volontario (sei once di piombo nel ventre del capocamorra), lei depone svagata e ciarliera come la Sophia Loren di  Ieri, oggi, domani (ma sta parlando di una sanguinosissima faida o del festival della canzone napoletana?)”.

Qualche critica anche per Tony Musante, “temibile quanto un pazzariello (la caricatura di un boss, schizzata da un caricaturista di segno grosso)”. Anche il bello della fiction, Massimiliano Morra, per il giornalista non rappresenta affatto la realtà, “Ma nell’immaginario tv un camorrista «di rispetto» deve assomigliare a Gabriel (Garko, ndB). Gli interpreti di media prestanza sono scartati”.

Proprio questi elementi, sarebbero gli stessi per i quali il pubblico non dovrebbe guardare Pupetta eppure, per uno strano gioco del destino, sono questi che appassionano così tanto il telespettatore, facendo vincere alla fiction la sfida dell’Auditel.

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Emanuela Longo Author

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all’Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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