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Pride Month 2023, #17 Tommaso Zorzi e la sua battaglia per i diritti e la giusta “richiesta d’amore”

di Emanuela Longo

Pubblicato il 2023-06-17

Tommaso Zorzi, conduttore e influencer, nonché attivista per i diritti LGBTQIA+ è il diciassettesimo protagonista della nostra rassegna sul Pride Month 2023. L’ex gieffino è anche tra coloro che si è scagliato contro il governo Meloni dopo che la commissione Politiche europee del Senato ha bocciato ufficialmente la proposta per il riconoscimento dei diritti dei …

Tommaso Zorzi, conduttore e influencer, nonché attivista per i diritti LGBTQIA+ è il diciassettesimo protagonista della nostra rassegna sul Pride Month 2023. L’ex gieffino è anche tra coloro che si è scagliato contro il governo Meloni dopo che la commissione Politiche europee del Senato ha bocciato ufficialmente la proposta per il riconoscimento dei diritti dei figli delle coppie dello stesso sesso (e l’adozione di un certificato europeo di filiazione). 

Pride Month 2023, #17 Tommaso Zorzi

Tommaso Zorzi, Pride Month

Con una serie di Instagram Stories, di recente Tommaso Zorzi si è mostrato arrabbiato ed in lacrime, pronto a lottare, oggi più che mai, per il riconoscimento dei suoi diritti e di quelli di tante persone appartenenti alla comunità rainbow:

Sono gay e voglio diventare padre, qui non posso farlo. Ho gli stessi doveri, ma in questo Paese non ho gli stessi diritti di tutti.

Io devo passare davanti a un asilo, guardare gli etero portare i figli a scuola e dire: “Quella roba lì io non la potrò mai fare”. Messa così è un po’ tragica, ma è così. Vi rendete conto?

Dopo lo sfogo, intervistato da Vanity Fair, Tommaso ha ribadito come non ci dovrebbe essere nulla da normalizzare, ed invece…

Il diritto a essere genitori dovrebbe essere garantito sia alle coppie, indipendentemente dall’orientamento sessuale, sia ai single. Mi sembra civile che una volta garantita l’idoneità, anche per quanto riguarda l’adozione, chiunque possa diventare genitore. Quando sento dire che un bambino ha bisogno di una mamma e di un papà mi cadono le braccia, anche perché non è vero. Tutti gli studi dicono che i figli delle famiglie arcobaleno non hanno niente di diverso rispetto agli altri. Il mio sfogo voleva essere una richiesta d’amore.

Un anno fa Zorzi si era già chiaramente esposto spiegando: “la battaglia per i diritti comincia rispondendo alle offese”. Oggi ammette di pensarla ancora così:

Sì, anche se su alcuni temi l’odio è davvero esasperato ed esasperante. A me capita anche che mi urlino contro per strada, solo perché ho detto che un giorno vorrei un figlio. A una donna sterile che vorrebbe diventare madre nessuno oserebbe, giustamente, andare contro. Quando la violenza diventa così forte mi spaventa.

Poi una critica seria, precisa, spietatamente veritiera di quella che è attualmente la situazione in Italia:

Direi che non stiamo andando da nessuna parte. Certo, oggi esiste la legge che regolamenta le unioni civili anche tra persone omosessuali, ma è come se fosse un contentino. Non si tratta di un vero matrimonio. Credo sia un primo passo, ma ne aspetto molti altri.

C’è bisogno di tolleranza, che poi è la lezione più importante che ho ricevuto dai miei genitori. La tolleranza tiene dentro l’inclusione, il rispetto. Sono cresciuto senza pregiudizi e ogni volta che ho incontrato qualcosa di nuovo l’ho sempre vissuta come se fosse arricchimento e mai preclusione.

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