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Victoria Cabello parla della malattia di Lyme: “Pensavano fossi pazza e depressa”

di Valentina Gambino

Pubblicato il 2020-04-16

“Questa situazione di quarantena l’ho vissuta per un lungo periodo, questa volta però trascorro l’isolamento stando bene, questo è già per me un traguardo”, queste le parole di Victoria Cabello, intervistata dal Corriere della Sera. Victoria Cabello, la seconda quarantena dopo la malattia di Lyme La conduttrice parla della malattia di Lyme che l’aveva colpita. …

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“Questa situazione di quarantena l’ho vissuta per un lungo periodo, questa volta però trascorro l’isolamento stando bene, questo è già per me un traguardo”, queste le parole di Victoria Cabello, intervistata dal Corriere della Sera.

Victoria Cabello, la seconda quarantena dopo la malattia di Lyme

La conduttrice parla della malattia di Lyme che l’aveva colpita. Un’infezione trasmessa da una zecca, aveva portato Victoria Cabello ad una condizione di fortissimo stress: “A livello motorio avevo problemi e anche a livello cognitivo, quel periodo è stato molto complesso. Mi sono dovuta documentare moltissimo su batteri, medicina e nel farlo mi sono anche appassionata”, racconta.

Oltre al dramma della malattia, rivela anche quello di non essere stata creduta e compresa. Spesso infatti i disturbi vengono confusi con stress, stanchezza e depressione, come la conduttrice racconta al Corriere:

Il problema vero che ho riscontrato è stata una disinformazione da parte della comunità scientifica. Mi sono ritrovata per un anno a sentirmi dire: sei depressa, torna a lavorare e vedrai che ti passa, non è niente, dai prendi degli antidepressivi… Io, conoscendomi molto bene sapevo di non essere depressa, o che se mai era la conseguenza della malattia, non la causa.

Poi finalmente, la svolta: l’incontro con un medico e l’assistenza dell’ospedale Sacco di Milano, polo di riferimento per le malattie infettive:

Grazie a tutti loro io mi sono curata: non riuscivo più a parlare, ad articolare le parole. Uscivo di casa e non ricordavo se avevo spento gas, chiuso la porta… dovevo scrivermi tutto ero veramente malridotta. Dopo un anno e mezzo di questo calvario, i medici del reparto infettivi del Sacco sono stati i primi a darmi una diagnosi, in particolare Agostino Zambelli: è stato determinante nel provarmi che non ero pazza.

 

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