Striscia la notizia, Antonio Ricci difende le veline: “A Sky sembra di essere alla finale di Miss Italia”
Antonio Ricci, l’autore di Striscia la notizia, difende a spada tratta le veline. In questi giorni sono fioccate molte polemiche sull’uso del corpo della donna in televisione, la quale viene spesso ridotta a un mero oggetto da esibire e ad essere prese di mira sono state proprio le veline del tg satirico di Canale 5.
Se io avessi inventato le Veline sarei Dio. Essendo io solo un pontefice, ho soltanto dato un nome alla bionda e alla mora di Pippo Baudo,
ha dichiarato Antonio Ricci durante la conferenza stampa di presentazione dei due nuovi conduttore di Striscia la notizia, Ficarra e Picone, i quali prenderanno il posto di Ezio Greggio e Michelle Hunziker a partire da stasera.
Antonio Ricci ha, dunque, dichiarato di non aver inventato lui le Veline, bensì che questa presenza in televisione c’è sempre stata; lui l’ha solo ripresa.
Le Veline sono funzionali alla trasmissione. Non siamo un tg ufficiale. Siamo un varietà e nei varietà le ballerine ci sono sempre state. Le Veline rappresentano la sintesi di quello che avviene in tv: arrivano, sculettano un po’ e fanno una telepromozione.
L’autore televisivo ha anche detto che non riesce a spiegarsi il motivo per il quale le sue veline vengano attaccate, mentre alle altre showgirl e figure simili ricevano un trattamento diverso.
Già anni fa ho sostenuto che le giornaliste venivano scelte con criteri di selezione che sono quelli di Miss Italia e non capisco perché si attacchino le Veline e non il fatto che a Sky abbiano un campionario che sembra la finale di Miss Italia,
ha concluso l’uomo.







Per pura curiosità ho seguito la puntata del Chiambretti night di ieri sera, avevo davvero voglia di smentirmi e dirmi, per una volta, che forse i luoghi comuni sulle ragazze belle e disinibite andavano sdoganati. Ed invece ho spento la tv sempre più convinta dell’inutilità di queste figure femminili, incapaci di articolare un discorso, pilotate dall’alto senza avere consapevolezza di quello che esce impunemente dalle loro bocche. Due perfetti plastici, sembravano le sagome di cartone che stanno davanti le sale dei cinema, un perenne fastidiosissimo sorriso stampato su labbra lucidissime, continui ammiccamenti alle telecamere. No, non ci sto. Non cado nella provocazione di Ricci & co, non mi lascio ammaliare dall’avvenenza muta di due corpi. Questa non è rappresentazione della bellezza, è pura ostentazione. Non è vero che le veline non hanno mai fatto male a nessuno. Affermando questo si dimentica quanto degradante sia il modello generazionale propinato ai nostri giovani, spettatori passivi, arresi davanti all’evidenza di un corpo che si muove sinuosamente semi nudo. Piuttosto che aver difeso la bellezza, questo patetico sistema l’ha svilita, ridotta a pura immagine senza sostanza; Il grande privilegio dell’essere bello non può non avere il suo perfetto binomio nell’intelligenza, nella preparazione, nella sensibilità. Vi siete mai chiesti quanto guadagnerebbero in fascino quei buffi esemplari di scimmie ammaestrate se le aveste mai sentite esprimere una loro opinione, un loro personale concetto che non sia la recita di una televendita? Vogliono fare le giornaliste? Bhè, che studino, che facciano sacrifici, che facciano la gavetta, che imparino cosa significhi guadagnare qualcosa per aver usato anche la propria testa oltre che la propria faccia. Come tutte le donne belle e intelligenti hanno fatto e continueranno a fare, a dispetto della “razza” veline.
errata corrige: non di ieri sera, ma del 25.03.11