Sorci Verdi ascolti flop, rassegna stampa: ‘Vuole David Letterman ma ottiene il Bagaglino’

04/11/2015 di Valentina Gambino

Ieri, martedì 3 novembre 2015 è andata in onda l’ultima puntata di Sorci Verdi, il talk show in onda sulla seconda rete Rai condotto dal rapper milanese J-Ax, alla sua prima prova da conduttore (fallimentare?). Aleotti ha cercato di ‘scimmiottare’ i format americani ma l’impresa è apparsa davvero ardua. Poco capace di tenere l’attenzione sulla sua persona, show vecchio e privo di idee interessanti (a parte le rap battle), e il resto? Non essendo una critica televisiva, lascio la ‘parola’ a chi questo lo fa di mestiere, ecco quindi una piccola rassegna stampa.

Iniziamo con Antonio Dipollina su Repubblica. “Il rapper è finito in un abisso di troppismo: in teoria si gioca al Late Show, poi lo si infarcisce di un mare di cose che non c’entrano niente, gli autori devono farsi notare con lunghi sketches alla Soliti Idioti e per la prossima forse si potrebbe aprire con cinque minuti di turpiloquio e liberare dal medesimo il resto del programma. Con tutto il rispetto per gli odiatori di Twitter c’era invece del buono ed era la parte adulta e consapevole, con al centro un ottimo Paolo Jannacci. Se solo gli altri avessero voglia di fare un programma tv e non un’esibizione muscolare di tutto e tutti. In ogni caso, tra le novità di stagione, il solo programma con margini di miglioramento”.

Proseguiamo Aldo Grasso sul Corriere della Sera. “Ben venga il tentativo di ridare fiato alla seconda serata, ma questa trasmissione è un monumento alla distanza enorme che separa le intenzioni dai risultati. Il modello esplicito, ancora una volta, è quello del late show e di David Letterman: il monologo, l’intervista, le clip video, il contrappunto sonoro della band (qui capeggiata da Paolo Jannacci), persino le classifiche. In teoria ripensato in salsa cattiva e dissacrante, con sarcasmo e parolacce: ma i proclami da soli non bastano. Sorci verdi affastella in modo confuso e trascina troppo a lungo gli elementi di una tv passata, già vista, persino rimpianta: i pupazzi, le parodie della fiction, dei factual e della pubblicità, le finte inchieste. La struttura e l’umorismo sono quelle di una bacheca di Facebook, con sproloqui, tormentoni, foto e video virali, politica generica e tantissima auto-analisi. E persino la buona idea del simulatore di rap finisce per riproporre il Bagaglino nascosto dalla grafica alla Mortal Kombat. Quanto è accomodante questa trasgressione”.

Concludiamo con Francesco Specchia su Libero. “Un Frankenstein dell’infotainment che poteva rivoluzionare la tv ed invece è stato solo avanspettacolo social, Sorci verdi è tutto un incrociare di formule ritrite e uno sparar nel mucchio: le mini-fiction sulle dirigenti di fiction Rai e su Facebook, i pupazzi alla Jim Henson, le classifiche sui tatuaggi, le parodie, le battute. Questi Sorci verdi sono la rottura senza strategia. Peccato perché J-Ax è un talento. Ma per dimostrarlo non serve cannoneggiare, senza motivo, contro la stessa Rai che ti paga. Non è rivoluzione ma banale maleducazione”.

Giornalista e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

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