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Fedez indagato per il caso Iovino: la rissa, la telefonata, la trappola e il video della “spedizione punitiva”

di Emanuela Longo

Pubblicato il 2024-05-15

Cosa è successo davvero tra Fedez e Cristiano Iovino? Il caso: il rapper indagato, la spedizione punitiva ed il video che lo incastra

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Guai in vista per Fedez, il quale da alcune ore risulterebbe indagato dalla Procura di Milano con l’accusa di rissa, lesioni e percosse, in merito al caso Cristiano Iovino. Il personal trainer, nella notte tra il 20 ed il 21 aprile scorso è stato vittima di una rissa all’esterno del locale The Club e poi una aggressione sotto casa sua, in via Traiano.

Fedez indagato per il caso Iovino: cosa è successo

Fedez e Cristiano Iovino

Dal fascicolo aperto dalla procura di Milano, risulterebbe solo una persona denunciata, ovvero Fedez. Iovino non avrebbe sporto querela ma per il reato di rissa si procede d’ufficio. 

Ad assistere all’aggressione a scapito di Iovino sarebbero stati il portinaio e la guardia giurata che hanno poi dato l’allarme. Entrambi avrebbero riconosciuto Fedez tra gli aggressori. Ai carabinieri avrebbero riferito, come svela Il Corriere: “Era insieme a 8-9 persone, compresa una ragazza bionda” (Ludovica di Gresy, ndr). Il pestaggio sarebbe stato ripreso anche dalle telecamere che mostrerebbero il rapper scendere da un van nero. Successivamente Fedez avrebbe tentato di colpire senza successo il personal trainer con due pugni, prima di essere colpito da altre due persone. 

Secondo quanto emerso, l’aggressione sarebbe stata scatenata da un apprezzamento di Iovino nei confronto di Ludovica di Gresy. Stando alle ultime indiscrezioni, si parlerebbe di una vera e propria “spedizione punitiva” del rapper contro il personal trainer, organizzata e durata circa 30 minuti. L’agguato sarebbe stato il risultato di una trappola organizzata da Fedez in seguito ad una telefonata fatta per prendere appuntamento per un “incontro chiarificatore”.

Tuttavia, dai cellulari del rapper e degli ultrà della Curva Sud del Milan che gli fanno da guardaspalle infatti, più che messaggi di pace, partono chiamate alla battaglia.

Le indagini intanto proseguono ed il numero degli indagati potrebbe presto salire. Al vaglio anche i reali motivi dell’aggressione poiché la lite nel privé della discoteca non sarebbe scattata a causa di Ludovica di Gresy, bensì per altri motivi, tutti ancora da chiarire.

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