Articoli marcati con tag ‘Annozero’

Approfondimento Annozero: temi cruciali della passata puntata

Giovedì, in una puntata di Annozero densa di colpi di scena, sono emersi alcuni temi fondamentali per il Paese. In particolare la discussione si è articolata in tre spezzoni principali. In prima battuta è stato affrontato il tema della Giustizia: si è fatto notare che Giancarlo Tulliani, genero di Fini, ha utilizzato una società off-shore, e per questo è stato stigmatizzato da esponenti del PDL, il partito-azienda di Silvio Berlusconi. Ma anche il Presidente del Consiglio beneficia di società off-shore, all’estero, atte a evadere le tasse, fondamentalmente. Lo dimostra un documento della KPMG, società specializzata nella revisione di bilancio, che individua 64 società off-shore su tre livelli. Al primo appartengono 29 sigle, distribuite geograficamente in quattro aree.

“Ventuno società hanno sede nelle Isole Vergini inglesi, cinque nel Jersey, due alle Bahamas, una a Guernsey”. “Altre tredici società – anch’esse off-shore – formano il secondo livello. Si tratta di “controllate” da società del primo livello da cui non si distinguono né per funzioni, né per organizzazione societaria”. Caratteristica comune anche alle 22 sigle del terzo ed ultimo livello.


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Santoro confermato alla Rai, ma con un altro programma. Senza Vauro e Travaglio

Dalla televisione di Stato che, ricordiamo, è gestita dal Governo, e non dal Parlamento, arrivano nuove notizie che riguardano il caso Santoro. Pare che il giornalista resterà in Rai, però senza il suo Annozero e senza Marco Travaglio e Vauro. A sostenerlo in un’intervista rilasciata a Il Fatto, è il consigliere Rai in quota PDL Antonio Verro.

Michele Santoro può lavorare per la Rai, anzi deve perché siamo obbligati da una sentenza. Ma noi vogliamo un programma diverso da Annozero: meno fazioso, più terzo. Toglierei i monologhi di Travaglio, non possiamo ascoltarli senza contraddittorio.

I cosiddetti “monologhi” di Travaglio però parlano in realtà soltanto di fatti: che in u programma di approfondimento giornalistico non si possa più parlare dei fatti? Certamente comunque il giornalista darà battaglia: gli sarà difficile accettare l’eliminazione di Travaglio e Vauro, né tantomeno il cambiamento del giorno della messa in onda del programma.

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Annozero torna il 23 settembre: parola di Michele Santoro

Il destino di Michele Santoro e del suo Annozero, finora era rimasto ancora in sospeso. La partenza prevista per giovedì 9 settembre, del talent show di RaiDue, X Factor 4, aveva fatto sorgere dei dubbi ulteriori in merito proprio alla presenza o meno del programma di informazione nel nuovo palinsesto Rai.
Santoro, tuttavia, non si è fatto attendere, ed ha deciso così di inviare una lettera al presidente Rai Paolo Garimberti, il quale non ha al momento replicato e, di convesso, a Mauro Masi.

Nella lettera, Santoro informa il direttore del suo ritorno in Rai, a partire da settembre:

Le chiedo di comunicare al direttore generale che vado in vacanza dopo un anno di duro lavoro e tornerò alla fine di agosto per fare Annozero che andrà in onda a partire dal 23 settembre,

comunica a Garimberti nella missiva.

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Annozero: Addii e Pedofilia

Annozero è un programma becero che sovverte i canoni della libertà di stampa, oppure un fiore all’occhiello per la Rai? Può essere riassunto così il discorso tenuto ieri sera da Michele Santoro in apertura del suo programma. Il noto conduttore ha semplicemente chiarito, in aggiunta alle informazioni pervenuteci alcuni giorni fa, che egli intende rapportarsi solo con il “suo” pubblico, e che non vuole essere considerato un peso all’interno dell’azienda. Con questa dichiarazione, poi, ha infine spiegato che andrà via solo se il pubblico, e il mondo politico responsabile di fronte ai cittadini, non gli chiederanno di rimanere, riconoscendo il ruolo di spicco del programma nella programmazione Rai: infatti “L’accordo non è ancora stato firmato. Se voi pensate che “Annozero” sia un prodotto proibito, scabroso del Servizio pubblico, che non prevede quel tasso di libertà, di spregiudicatezza, di senso critico, allora lasciatemi andare via” ha dichiarato il conduttore, al termine della sua arringa al pubblico. Santoro ha poi concluso alludendo ad una possibile ripresa del progetto di “Raiperunanotte” che ha visto la sua apoteosi nello spettacolo proposto al pubblico del Paladozza a Bologna e trasmesso in streaming da centinaia di siti nel mondo. Una ventata di innovazione, insomma, di quelle che non si vedono dai tempi di Satyricon di Luttazzi.

Si è poi passati al vero tema della puntata, una delle migliori dell’ultima stagione di Annozero.
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Michele Santoro, l’ennesima pagina di giornalismo televisivo. Attacchi a Pd, IdV, Rai, Berlusconi e giornali. “Se volete che resti, chiedetemelo”

Attacca Silvio Berlusconi, il Pd e l’IdV. Polemizza con i direttori de “Il Corriere della sera”, “Repubblica” e “La Stampa” ai quali chiede se avrebbe avuto il coraggio di mandare in onda Patrizia D’Addario nonostante la diffida della Rai a dieci minuti dall’inizio della diretta. Ironizza su Bruno Vespa che “ci fa lezioni di morale, lui che viene pagato come l’ultimo premio oscar per fare un programma in crisi” e su “quei miserabili del Pd che hanno detto che mi sono venduto a Berlusconi” con i quali “non vale la pena nemmeno prendersi un caffè”. Tira in ballo il presidente della commissione parlamentare della Rai Sergio Zavoli ed il segretario del Pd Pierluigi Bersani. E definisce un’offesa la frase dell’amico Curzio Maltese “Santoro si è arreso a Berlusconi”. Lui, che non è né stanco né provato non si è “mai arreso a nessuno e nemmeno all’indifferenza di “Repubblica” verso i problemi della libertà del giornalista televisivo”.

Michele Santoro scrive l’ennesima pagina di giornalismo televisivo italiano nell’anteprima della puntata di Annozero dedicata agli scandali della pedofilia nella Chiesa, rispondendo a quelle che definisce “denigrazioni ipocrite” (le dichiarazioni sulla liquidazione milionaria del giornalista). Ripercorre la vicenda giudiziaria iniziata dopo l’editto bulgaro del 2002. Ricorda che Annozero è in onda esclusivamente perché un giudice, non solo uno in realtà, lo ha imposto alla Rai. E ancora oggi, a otto anni dall’epurazione di Santoro (e di Biagi e Luttazzi), i partiti, di destra e di sinistra,e ripete due volte “sinistra”, contestano la sentenza di quei giudici, ricorrendo in Cassazione.

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Santoro-Rai: divorzio consensuale. Le reazioni dei più stretti collaboratori del giornalista

È ufficiale: Santoro lascia la Rai. Il conduttore ha deciso, d’accordo con il CdA dell’azienda, di terminare la stagione di Annozero e poi recidere il proprio contratto da dipendente in cambio di una somma di denaro piuttosto elevata (forse alcuni milioni di euro). Il conduttore ha altresì dichiarato che renderà pubbliche le motivazioni di tale atto con una conferenza stampa soltanto dopo la firma del nuovo accordo.

Pare che per lui si profili un destino a RaiTre, come già fatto intendere dalla Dandini mentre Santoro era ospite del programma “Parla con me”: «Questa è stata la tua casa ed è pronta a esserlo nuovamente», disse allora il direttore di RaiTre Antonio Di Bella. Forse proprio sulla terza rete il conduttore tornerà a dirigere programmi strutturati come docu-fiction, sulla linea della puntata di Annozero intitolata “Corri Bisonte, Corri”: lo studio vuoto, Michele Santoro che introduce il tema della serata, e poi parte un filmato precostruito che tratta appunto di quel tema.

Il divorzio consensuale tra Rai e Santoro arriva inaspettato persino per i più stretti collaboratori del conduttore. Marco Travaglio, editorialista di Annozero, commenta sul Corriere della Sera:

Non ne so niente, Per me è un fulmine a ciel sereno.


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Michele Santoro dice addio alla Rai e ad un’informazione libera

Santoro non è più un dipendente Rai, ma resta solo un “collaboratore”. Questa è la notizia al centro della giornata di ieri. Michele Santoro, conduttore di Annozero, lascerà la trasmissione il prossimo 10 giugno, in seguito ad una stagione tormentata e non certo priva di pressioni.
Un addio che è “costato” alla Rai due milioni e mezzo di “buonuscita”, anche se finora si è voluto parlare di una “separazione consensuale”, secondo il comunicato di Viale Mazzini, diffuso ieri. Si è poi voluto sottolineare come ciò non significhi la rottura definitiva dei rapporti Rai-Santoro, poichè la Rai continuerà quindi ad avvalersi della collaborazione del giornalista. Al momento, non si conoscono ancora le modalità, nonostante si parli di “nuovi progetti editoriali per i prossimi due anni”, che porterebbero a pensare a cicli di docufiction per la seconda e terza rete Rai.

L’accordo non è ancora stato firmato, e per questo Santoro non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui spiega le ragioni di tale “separazione”. Probabilmente, ciò accadrà non appena l’accordo, approvato dal CdA (con 7 voti favorevoli e due astenuti), verrà definitivamente firmato.

Dubbi e ipotesi, dunque, aleggiano su tale evento, che lascia prevedere la fine definitiva del celebre talk show Annozero.
Il collega Bruno Vespa, intanto, in modo sarcastico ha così commentato:

Tutto come previsto. Sono contento che Michele resti con noi. Ma si conferma che per lui essere perseguitato è stato un magnifico investimento.


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Ad Annozero, L’Isola dei Cassintegrati

Giovedì sera, come sempre, è andata in onda una nuova puntata di Annozero intitolata “Il Profeta”. Si è parlato di economia, di divisione Nord-Sud, delle sorti di quest’Italia in bilico tra federalismo fiscale e regioni autonome che spendono più di quelle, come dire, “pienamente statali”.

Giulio Tremonti, alias il profeta già citato, è stato tra gli ospiti della serata, insieme a Gad Lerner, al sociologo Luca Ricolfi, l’imprenditore Diego Della Valle. È intervenuto anche il professore di Storia delle dottrine politiche all’Università di Milano Stefano Bruno Galli, lo stesso editorialista de La Padania, giornale che a volte si lascia andare a derive che potrebbero essere definite razziste. La puntata è visibile sul sito del programma, insieme all’editoriale di Marco Travaglio e alle vignette di Vauro. Ma durante la puntata è emerso anche qualcos’altro, qualcosa di molto importante che non abbiamo spesso l’occasione di ascoltare: la voce degli ultimi. È a questi ultimi che voglio dedicare il restante spazio dell’articolo.

A Porto Torres, sull’isola dell’Asinara, in Sardegna, i suoni preponderanti sono il fragore delle onde che si abbattono sugli scogli e il raglio dell’asino bianco. Ma qualcosa è cambiato: un tempo il carcere che si staglia massiccio sulla costa era abitato da camorristi, mafiosi, terroristi, delinquenti comuni. Persone a cui veniva garantita la dignità di esseri viventi, nonostante si fossero macchiati di delitti a volte tremendi ed efferati.
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