X Factor: la semifinale. Silver eliminato, per la seconda volta dimentica il testo, Morgan si scaglia contro gli inediti scadenti creati in collaborazione con la Sony “è più poetico l’elenco del telefono”

26/11/2009 di Valeria Panzeri

Gigi D’Alessio, con una giacca in stile morganatico, è il primo ospite della serata chiamato a presentare il suo nuovo singolo e, soprattutto, a vestire il ruolo di quarto giudice nella prima manche. Si scopre un’insospettabile sintonia tra il cantante partenopeo e il brianzolo Morgan… chi l’avrebbe detto, se la ridono di gusto come due compagni di banco.

Silver canta Sunday Morning dei santissimi Velvet Underground, ai tempi gloriosi della Factory, prodotti da Warhol in persona. La chicca è che la voce femminile che presenta il pezzo è quella di Asia Argento registrata telefonicamente da Morgan. Con il cuore vorrei soltanto parlar bene della marmotta Silver ma la verità è che Lou Reed è tutta un’altra cosa.
La Maionchi affida alle Yavanna Meravigliosa Creatura, il gruppo si difende molto bene (anche se la tendenza al gorgheggio è sempre in agguato).
Sorprende positivamente Giuliano con Stand by me, il ragazzo si è dato una bella scossa, il palco è suo e, a gran sorpresa, domina pure l’inglese. Affascinante come non mai.
Chiude il primo blocco Marco, di cui D’Alessio si dichiara fan, con Back in black degli ACDC: ma come si fa a cantare in modo così sublime e intanto pattinare? A S S U R D O.
Nonostante questa semifinale sia gravida di accadimenti non è possibile non spendere una parola per il talento più incompreso di questi tre anni di X Factor: Michela Gianni, forse si unirà in matrimonio con il poeta cimiteriale?

Il secondo blocco di canzoni ha la peculiarità di essere soltanto pianoforte e voce.
Incalza Marco con Senza fine e spero mi perdonerete se ho esaurito i sinonimi di Thesaurus alla voce fuoriclasse ora che siamo alla dodicesima puntata. Ma perché è sempre sull’orlo del pianto, con quel magone carico di sofferenza mentre tutti si inchinano al suo talento? Forse è la sensibilità dell’artista vagamente Psycokiller.
Regge magistralmente il paragone Giuliano intonando Quando in modo veramente pregevole. Nel frattempo la Gerini, subentrata come nuova ospite, consiglia alla Mori di dargli un pezzo di Springsteen… effettivamente qualcosa tipo Street of Philadelphia gli donerebbe non poco.
Alle Yavanna, proprio in dirittura d’arrivo, è concessa finalmente Enya, la loro musa. Non toccano le vette sfiorate con altre canzoni con le quali si sono cimentate nonostante le loro indubbie qualità di musiciste.
Un piccolo aiuto è ciò di cui Silver ha proprio bisogno e il suo pigmalione glielo offre sul piatto d’argento. Il titolo del brano assegnato al boy scout ben riassume il suo stato; questa volta il ragazzo canta molto bene.

Il testimone dalla Gerini passa a Elio e le storie tese che sponsorizzano il loro greatest hits dopo vent’anni tondi di onorata carriera, il titolo è “Gattini”. E io che pensavo non si potesse superare il colpo di genio di “Studentessi”. Per la seconda volta il frontman del gruppo presta la propria opera come giurato. Chi l’aveva visto in precedenza sicuramente ricorderà la severità (finalmente niente paraculi) con la quale esprimeva i propri giudizi, peraltro molto tecnici e mirati.
Non dimentichiamo che, parallelamente, i Bastard seguono in diretta da Radio Due la puntata; anch’essi in attesa di questi inediti tanto anelati.

Ruvido è l’inedito di Giuliano… che dire? Splendida vocalità che spinge Elio a definire lui e Marco impressionanti. Sul resto soprassederei.
E’ il turno di Silver con Fuori c’è il sole… anche qui io soprassederei elogiando le doti espressive di Silver.
C’è qualcuno però che, giustamente, non ci sta a soprassedere e quel qualcuno si chiama Marco Castoldi: inferocito come una belva nei confronti della Sony. Ciò che Morgan sostiene è oggettivo: i pezzi sono veramente brutti, peggio, banalotti. A tratti imbarazzanti. Tale caduta di stile mortifica un pochino gli alti livelli qualitativi che, per mesi, si sono perseguiti al fine di garantire un percorso musicale degno di questo nome ai concorrenti. Non ci accontentiamo tutti di sole, cuore, amore.
Le uniche che possono vantare un inedito dignitoso ed interessante sono le Yavanna, intendiamoci, non è comunque “La cura” di Battiato.
Marco con il suo Dove si vola riesce a spiccare un timido balzo grazie alle sue doti extraordinarie, solo ed esclusivamente per quello. A fronte di ciò Morgan rincara le accuse contro le case discografiche asserendo che Marco, a questo punto, avrebbe dovuto cantare l’elenco telefonico in quanto, sicuramente, migliore è più autentico di queste canzoni.
Questa volta ha tutte le ragioni di scomporsi.

Prima di scoprire i nomi dei tre finalisti abbiamo in anteprima anche l’inedito dei Finley. Ora si che siamo paghi.

Com’era prevedibile Marco e Giuliano volano in finale mentre le Yavanna e Silver affrontano l’ennesimo ballottaggio. Proprio in questa sede il giovane Silver, per la seconda volta, pasticcia con il testo… peccato. Le Yavanna, di convesso, eseguono un’ impareggiabile “La vie en rose”.
Mara e Morgan hanno gli occhi lucidi e ognuno salva il proprio pupillo: è tutto in mano a Claudia Mori che, con estrema dolcezza, elimina Silver spalancando alle Yavanna le porte della finale.
Morgan si strappa i capelli. Silver è fuori: grandissimo concorrente e boyscout, nonostante tutto.

La Trimurti finale è dunque così composta: Marco, Giuliano e Yavanna.
Ci pare giusto.

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