Walter Chiari – Fino all’ultima risata, il commento di Simone Annicchiarico: ecco cosa c’è di inventato nella fiction di RaiUno

29/02/2012 di Emanuela Longo

Tra le nuove fiction di casa Rai, andate in onda di recente, qualche giorno fa vi avevamo parlato anche della miniserie di Enzo Monteleone, “Walter Chiari, fino all’ultima risata”, incentrata proprio sul mattatore Walter Chiari, scomparso ormai venti anni fa. Il pubblico da casa, sembra aver gradito abbastanza il prodotto, stando ai risultati in termini di ascolti relativi alle prime serate del 26 e 27 febbraio, durante le quali la miniserie ha totalizzato rispettivamente 5.535.000 telespettatori pari al 21.01% di share e 6.452.000 telespettatori pari al 22.66%.

Ma cosa ne pensa del risultato finale il figlio Simone Annicchiarico, in questo periodo impegnato con il programma del sabato sera di Canale 5, Italia’s got talent, al fianco della showgirl argentina Belen Rodriguez? E’ il Corriere della Sera a raccogliere il parere del giovane conduttore, il quale ha commentato:

La seconda parte, dico: quello non è Walter Chiari.

Nonostante i complimenti all’interpretazione di Alessio Boni, commenta Simone:

A livello qualitativo è una fiction molto buona; Alessio Boni è straordinario, da fargli un monumento per quanta dedizione ha messo nel personaggio. Da utente la giudico godibile. La prima parte è Walter, la seconda è Lenny Bruce. Se nella prima puntata l’85 per cento delle cose sono vere e il restante 15 è romanzato, nella seconda è esattamente il contrario: l’85 per cento è inventato.

Ma non è tutto; Simone prosegue nel suo commento, elencando anche tutto ciò che di irreale c’è nella fiction di RaiUno:

Sfido chiunque ad averlo mai visto in down di cocaina da qualche parte. Non è mai stato licenziato da nessuna emittente televisiva, tantomeno da Antenna 3, al limite non lo chiamavano a lavorare. Il rapporto con me è assurdo, si vede addirittura che gli scanso la mano mentre mi accarezza. È un iper-mega-romanzo. Ne esce fuori un uomo fallito, dominato da brutti demoni, mentre lui era di un’allegria contagiosa, aveva un sacco di persone intorno. Tutto il contrario di quello che si è visto lì. Mi hanno chiamato molte persone che lo conoscevano bene, erano arrabbiate come belve.

Pur essendo comunque una fiction, la ricostruzione della persona di Walter Chiari, dunque, a detta del figlio, appare di gran lunga lontana da ciò che il mattatore è stato realmente. Nonostante il grande impegno, quindi, il prodotto non sarebbe riuscito nell’intento di rendere giustizia a Chiari.

Classe 1984, nata a Lecce. Dopo la mia formazione in Media e Giornalismo all'Università di Firenze, ho acquisito esperienze tra Milano e Palermo per poi fare ritorno in Salento. Nasco sul web come blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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