Veronica Satti: “Malattie invisibili il grande male del futuro, la tv dovrebbe avere più responsabilità”

13/05/2021 di Emanuela Longo

Veronica Satti

Di Veronica Satti si è spesso parlato del rapporto con il padre Bobby Solo, del loro agognato riavvicinamento dopo la partecipazione al Grande Fratello trascurando però qualcosa di particolarmente prezioso: la sua fragilità. Insieme alla sua forza hanno rappresentato sempre il suo punto di (ri)partenza ed ora Veronica è tornata per presentarci il suo primo libro “Come una bussola senza il suo Nord”.

Veronica Satti ed il suo romanzo “Come una bussola senza il suo Nord”

Quello scritto da Veronica è un romanzo che però racchiude perle importanti facendo luce su quelle che lei stessa definisce le “malattie invisibili”. Autolesionismo e disturbo borderline rappresentano ancora oggi degli argomenti “tabù” ma che la Satti ha saputo affrontare con la sensibilità propria di chi da sempre ha dovuto lottare contro certi dolori e fantasmi.

Adesso però per Veronica è arrivato il momento di condurre la sua personale battaglia: “sto scrivendo e voglio scrivere, voglio diventare una sdoganatrice seriale, in tutte le battaglie delle minoranze io sarò lì”, ci dice.

Dopo l’esperienza al Grande Fratello e alcune ospitate televisive tanti suoi fan hanno reclamato la sua presenza sul piccolo schermo. Veronica tuttavia in questo momento ha ammesso di avere un rapporto un po’ complicato con la tv: “mi voleva solo a condizioni di loro richieste e dinamiche inaccettabili”, dice.

La giovane non ha nascosto alcune difficoltà nel pubblicizzare il suo libro in Tv, un romanzo che declina dolori che lei stessa ha toccato sulla sua pelle, ed a noi ha riservato il suo sfogo più che sentito:

Si pensa più a fare audience invece di dedicare 5 minuti a una informazione che non esiste, quella sulle “malattie invisibili” che con quel bacino di utenza potrebbe aiutare molte persone almeno a non sentirsi sole. E’ inaccettabile nel 2021 sentirsi dire ancora “la tv è fatta così”. E’ la cosa che più mi fa incazz*re (lo potete scrivere che ho detto incazz*re) perché è una resa davanti a un cambiamento di cui abbiamo bisogno come Paese, società, soprattutto in questo momento storico dove le fragilità e i casi di autolesionismo e depressione sono in esponenziale aumento.

Infine, parlando del tema che più le sta a cuore, quello appunto delle “malattie invisibili”, ha concluso:

Saranno il grande male del futuro e la tv dovrebbe avere più responsabilità a riguardo.

Un pensiero che condividiamo pienamente ed un appello che ci auguriamo possa essere colto dalla tv e dai media in generale.

 

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Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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