Vendita e consumo di droga a scuola. La iena Luigi Pelazza intervista una baby spacciatrice: “I professori sanno, ma non fanno nulla!”

22/04/2010 di Laura Errico

Ieri sera Luigi Pelazza ha posto all’attenzione degli spettatori de “Le iene show” un altro servizio di grande interesse.

L’inviato della trasmissione di Italia 1 ha fatto vedere un video alquanto inquietante: all’interno di una scuola di Milano dei ragazzi spacciano droga, mentre altri la consumano.

Per avere maggiore chiarezza sulla situazione, la iena si mette in contatto con una spacciatrice e la intervista.
La ragazza ha 17 anni e afferma che a scuola si spaccia un po’ di tutto: erba, hashish e cocaina, e a fare uso di canne sono quasi tutti i ragazzi, mentre è minore il numero di consumatori di chetamina e di cocaina.
La giovane spacciatrice svela che i professori sono a conoscenza della situazione, ma “chiudono un occhio”, e la stessa scuola avverte i ragazzi prima che i carabinieri facciano un controllo nell’edificio, in modo tale che i ragazzi non vengano scoperti.
Perché spaccia? Per aiutare la famiglia che in difficoltà economiche, ma i suoi genitori sono all’oscuro del suo lavoro.
Generalmente vende la droga a clienti fissi e non a persone che non conosce e utilizza, per spacciare, anche Facebook, dove usa un linguaggio in codice per non essere scoperta.
Racconta che fa tale lavoro quasi da due anni e ha iniziato quando aveva bisogno di soldi per fare un viaggio, ma poi, vedendo che si guadagnava in modo facile e a causa anche dei problemi economici della famiglia, non ha più smesso.
Quanto guadagna in media in un mese? Dipende, può arrivare anche a 2000-2500 euro.
Alla domanda se qualcuno dei suoi clienti dovesse morire per della cocaina tagliata male vendutagli da lei, la 17enne non risponde.
La protagonista afferma di aver pensato alle conseguenze penali a cui va incontro se venisse scoperta, ma quello che la tranquillizza è che fino ad ora non è mai stata scoperta.
Racconta di aver iniziato a fumare a 12 anni e che tutti i suoi amici fanno uso di canne, poiché a furia di stare in compagnia di persone che fumano, alla fine si finisce col diventare consumatori di erba.
All’ultima domanda del suo intervistatore su come può un genitore impedire che il proprio figlio finisca nella droga, risponde:

Non può!

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