Teresa Saponangelo: “La mia infanzia al Politeama e mio suocero Luciano Emmer”

08/02/2011 di Simone Morano

Teresa Saponangelo

La vediamo dal 2007 nei panni dell’agente Alessia Marciano, ne La nuova squadra, su Raitre. Parliamo di Teresa Saponangelo, che in un’intervista al numero di Grand Hotel in edicola questa settimana ha ripercorso la propria carriera.

Debuttai a metà degli anni Novanta: ho recitato sia al cinema, nel film drammatico Il verificatore, sia a teatro, in Ce penza mammà. Era il periodo di Natale, e ogni sera il teatro era talmente pieno che dovevano aggiungere sedie. Vedere tutta quella gente mi dava energia e determinazione.

Dopo teatro e cinema, arrivò anche la tv, dove incontrò David Emmer, figlio del regista Luciano.

Ci siamo conosciuti nel corso di un programma in cui mi avevano invitato come opinionista, una veste per me molto insolita. Io sono rimasta subito affascinata dai suoi riccioli neri sotto i quali si nascondeva. Mi invitava a cena e mi riaccompagnava a casa, poi mi invitava di nuovo e mi riaccompagnava. In quel momento avevo una relazione con un acrobata francese, quindi siamo andati avanti così per qualche mese. Poi finita questa storia, ho ceduto alla sua corte e ci siamo fidanzati. In cinque mesi eravamo sposati.

Teresa, infine, passa a ricordare la sua infanzia, a Napoli.

Casa mia era in una delle vie eleganti della città, ma le mie migliori amiche provenivano dai quartieri popolari, e per me non c’era cosa più bella che stare con loro in strada. Giocavamo a rincorrerci e a imitare i Visitors. Abitavo nello stesso palazzo del Politeama: guardavo gli attori e sognavo di diventare come loro.

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