Skam 4, Sana e il caso Silvia Romano: “Lavaggio del cervello? Dubbi legittimi, no ai giudizi”

14/05/2020 di Emanuela Longo

Skam 4

Da venerdì 15 maggio saranno disponibili su Netflix i nuovi episodi di Skam 4. La serie arriva casualmente proprio mentre esplode mediaticamente un altro caso, quello dell’italiana Silvia Romano, libera dopo 18 mesi di prigionia e tornata in Italia convertita all’Islam e sommersa dalle polemiche, dalle offese e dai vergognosi giudizi. Chissà se Skam 4, incentrata proprio sulla storia di Sana, giovane italiana e musulmana, possa aiutare ad abbattere gli stereotipi e, magari, comprendere meglio la vicenda di Silvia Romano.

Skam 4 e la vicenda di Silvia Romano

Sana è la protagonista della serie Skam 4. Velo e tappetino fanno parte della sua quotidianità, al pari di discoteche ed uscite serali. In occasione della conferenza di presentazione della serie, Sumaya Abdel Qader, scrittrice, sociologa nonché consigliera comunale a Milano scelta come consulente alla sceneggiatura ha voluto dire la sua sulla serie e sulla vicenda di Silvia Romano:

Per quanto riguarda Silvia Romano lei dice di aver fatto una scelta. Chi siamo noi per giudicare se è vero o non è vero o se l’ha fatto liberamente o meno. Certo, il dubbio è legittimo perché non ha letto il Corano alle Hawaii. È stata rapita dai criminali e quindi il dubbio sul lavaggio del cervello è legittimo. Non va bene però finire nell’intolleranza e nella violenza, dovevamo soltanto accoglierla e non trasformare il suo ritorno nel giorno del giudizio.

Skam 4 arriva proprio nel bel mezzo della polemica e caso vuole che la nuova stagione si focalizzi su Sana. Ludovico Bessegato, regista, sceneggiatore e showrunner ha deciso di raccontare il mondo musulmano liberandosi degli stereotipi finora visti al cinema e in tv e a tal fine, come spiega Agi, si è immerso nell’Islam italico  partecipando a  matrimoni, al camp dei giovani musulmani in Trentino  ed ha frequentato la famiglia della musulmana Sumaya Abdel Qader.

La protagonista Sana

Sana è italianissima e figlia di stranieri che sceglie di essere una musulmana praticante e di indossare il velo cercando di trovare dei compromessi con il contesto che la circonda. A Sumaya non piace la definizione di “italiana di seconda generazione”, ma preferisce “donna italiana di fede musulmana”. A suo dire, “Dove c’è costrizione non c’è fede”. In merito ai nuovi episodi, spiega:

Sono sicura che questa rappresentazione reale e finalmente non stereotipata stimolerà le giovani generazioni. 

Secondo la consulente, Skam4 “non risponde a tutte le domande ma offre spunti importanti, a partire da come si può vivere una fede anche nelle trasformazioni sociali. Skam è un manifesto alla diversità, specificità, evoluzione e crescita personale”.

La sua speranza è che l’uscita della serie nel momento del dibattito sul caso Silvia Romano possa permettere  di approfondire il tema dell’Islam nelle sue varie forme, tra cui quella della protagonista  Sana e della sua famiglia:

L’Islam è un concetto astratto che diventa reale nel momento in cui viene vissuto dalle persone.

Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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