Secondo appuntamento con “L’ultima parola” di Paragone: temi attuali, ospiti di spessore e atmosfera serena

23/01/2010 di Marco Ceste

La seconda puntata de “L’ultima parola” tratta il delicatissimo argomento del razzismo. Gianluigi Paragone vuole subito lanciare un messaggio forte, accostando due situazioni apparentemente molto distanti, ma in realtà molto, molto vicine: il giornalista stringe sotto il braccio un pallone da calcio e tra le mani tiene delle arance. I riferimenti sono presto chiariti: il caso Rosarno, che ha visto protagonisti centinaia di neri la cui occupazione era la raccolta delle arance e il caso Balotelli, giocatore nero, italiano, della squadra dell’Inter, che ogni domenica viene bersagliato da cori e insulti razzisti.

Gli ospiti sono l’ex calciatore e oggi commentatore Fulvio Collovati, i giornalisti e scrittori Gad Lerner e Giampiero Mughini, Matteo Salvini della Lega Nord, Filippo Penati del Pd, il giornalista di colore Fidel Bauna e in collegamento esterno da Roma il ministro della Difesa Ignazio La Russa.

Visti i nomi, è facile capire che si parla soprattutto della situazione legata al calcio e si discute del fatto che, a quanto detto dal ministro Maroni, le partite si dovrebbero sospendere non appena si senta una manifestazione di razzismo. Si discute dunque delle decisioni che la Lega Calcio ha assunto e che dovrebbe assumere e dei comportamenti pericolosi e preoccupanti che si verificano sugli spalti.
I temi sono l’integrazione, il diritto al voto e il diritto di cittadinanza, che al momento è previsto dopo dieci anni di residenza sul territorio italiano, che si vogliono portare a cinque. Ovviamente, argomento delicato, è anche l’immigrazione clandestina.
L’oggetto della discussione è spinoso, ma la trasmissione riesce a scorrere su un binario di serenità invidiabile. Alle diverse opinioni degli ospiti in studio, si accompagnano servizi che si possono definire interessanti e puntuali.

Dopo la prima puntata, troppo incerta e meccanica, Paragone è già riuscito a compiere quel salto di qualità che gli si richiedeva: argomento attuale e delicato, ospiti di spessore, una gestione precisa dei tempi e delle tematiche e una certa originalità nel creare il format. Originale come le bretelle che il presentatore si ostina a indossare… che non sono poi così male.

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