Sbirri, in onda stasera il film sul mondo della droga con Raoul Bova

31/08/2010 di Laura Errico

A soli 16 anni da poco compiuti, Marco muore a causa di una pasticca di ecstasy, che neanche voleva. Il suo decesso causa dolore e disperazione ai suoi genitori, il reporter Matteo Gatti e sua moglie Sveva. Il padre non riesce a darsi pace per la morte prematura di Marco e decide di realizzare un documentario sul mondo della droga, sui suoi protagonisti, sui luoghi dove avviene lo spaccio, su come avvengono i contatti tra pusher e tossicodipendenti. Per farlo si traveste da sbirro e si unisce alla squadra speciale Antidroga della polizia e così gira la città di Milano, scoprendo un mondo di cui tanto si sente parlare, ma che in fondo pochi conosco veramente.

Questa è la sinossi di Sbirri, il film diretto da Roberto Burchielli, uscito circa un anno fa al cinema e in onda questa sera su Canale 5 in prima visione tv. La messa in onda della pellicola è prevista per le ore 21:20.

La particolarità di Sbirri è l’intreccio tra fiction e documentario, tra il dramma di due genitori la cui vita viene sconvolta dall’improvvisa ed inaspettata morte del figlio, e un reportage sul traffico delle sostanze stupefacenti.

Nei panni dei genitori di 16enne vedremo Simonetta Solder e Raoul Bova, che si è intrufolato nella squadra antidroga dell’Unità Operativa criminalità diffusa di Milano, assistendo alle operazioni fatte quotidianamente dai poliziotti.

D’altronde lo stesso Raoul Bova ha rivelato di tenere molto a questo film, poichè ha due figli piccoli e si preoccupa che anche loro potrebbero un giorno fare uso di sostanze stupefacenti.

Volevo capire come si combatte la droga e come reagisce un padre guardando negli occhi uno spacciatore,

ha dichiarato l’attore.

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