Sanremo 2018, Max Gazzè con “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” – TESTO

06/02/2018 di Valentina Gambino

È la quinta partecipazione di Max Gazzè alla kermesse della canzone italiana. In “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”, brano con cui gareggerà a Sanremo 2018, il cantautore racconta una storia del folklore pugliese: il Pizzomunno è un monolite che si trova a Vieste, e leggenda vuole che ogni cento anni si possa reincontrare con la sua amata Cristalda, trascinata in fondo al mare con le sirene. Curatissimo l’arrangiamento orchestrale, in linea con gli ultimi progetti dal vivo di Gazzè.

Max Gazzè a Sanremo 2018

Il nuovo disco, contenente l’inedito di Sanremo, uscirà il prossimo 9 febbraio e si intitolerà “Alchemaya”: si tratta di un progetto iniziato già da molto tempo che il cantautore definisce un’opera sintonica, per indicare l’unione tra il suono di un’orchestra sinfonica a quello del sintetizzatore. Ad accompagnarlo nel tour che ha portato in scena l’opera, La Bohemian Symphony Orchestra di Praga, un ensemble di 50 elementi diretto dal Maestro Clemente Ferrari, insieme ai sintetizzatori di Roberto Procaccini.

Il cantante racconta a Sorrisi.com: “Alchimia è un termine che arriva dal greco e significa ‘fondere’, che è quello che accade con la combinazione fra i due mondi musicali di ‘Alchemaya’. Ma c’è di più: un vero e proprio ‘concept’ che nasce dalla mia ricerca personale negli ultimi vent’anni su temi di storia, filosofia, fisica quantistica e dalla mia ricerca spirituale”. Venerdì 9 febbraio duetterà con Rita Marcotulli e Roberto Gatto.

Max Gazzè, il testo di “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”

di F. Gazzè – F. De Benedittis – M. Gazzè

Ed. Linea Due/Universal Music Italia/Sotto Casa/OTR Live – Milano – Roma

Tu che ora
Non temi,
Ignorane
Il canto…
Quel coro ammaliante
Che irrompe alla mente
E per quanto
Mulini
Le braccia oramai
Non potrai
Far più niente.
Ma se ti rilassi
E abbandoni
Il tuo viso
A un lunghissimo
Sonno,

O mio Pizzomunno,
Tu guarda
Quell’onda
Beffarda
Che affonda
Il tuo amore indifeso.
Io ti resterò
Per la vita fedele
E se fossero
Pochi, anche altri cent’anni!
Così addolcirai gli inganni
Delle tue sirene…           

Cristalda era bella
E lui da lontano
Poteva vederla
Ancora così
Con la mano
Protesa
E forse una lacrima scesa
Nel vento.
Fu solo un momento,
Poi lui sparì
Al largo
E lei in casa cantando…
Neppure il sospetto
Che intanto
Da sotto
La loro vendetta
Ed il loro lamento!
Perché poveretta
Già avevano in cuore
I muscoli tesi
Del bel pescatore,
E all’ennesimo
Suo rifiuto
Un giorno fu punito!

Ma io ti aspetterò…
Io ti aspetterò,
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni!
E allora dal mare
Salirono insieme
Alle spiagge
Di Vieste
Malvage
Sirene…

Qualcuno le ha viste
Portare
Nel fondo
Cristalda in catene.
E quando
Le urla
Raggiunsero il cielo,
Lui impazzì davvero
Provando
A salvarla,
Perché più non c’era…
E quell’ira
Accecante
Lo fermò per sempre.

E così la gente
Lo ammira
Da allora,
Gigante
Di bianco calcare
Che aspetta tuttora
Il suo amore
Rapito
E mai più tornato!

Ma io ti aspetterò…
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni aspetterò…
Fosse anche per cent’anni!
Io ti aspetterò
Fosse anche per cent’anni!
Si dice che adesso,
E non sia leggenda,
In un’alba
D’agosto

La bella Cristalda
Risalga
Dall’onda
A vivere ancora
Una storia
Stupenda.

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Giornalista e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

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