Sanremo 2010: primi pronostici e feroci critiche su alcuni brani: Marco Mengoni e Valerio Scanu troppo tradizionali, Morgan troppo complesso, Povia VS Cristicchi a contendersi la vittoria?

29/01/2010 di Valeria Panzeri

Sanremo è davvero alle porte, tutti sono pronti a darsi reciprocamente del filo da torcere a colpi di acuti e melodie (più o meno ricercate).
Come è noto molti critici musicali hanno avuto modo di ascoltare i brani che si contenderanno il podio lasciando trapelare le loro opinioni generando, ovviamente, polemiche anticipatorie, curiosità nonché perplessità.

Noemi, al momento ne è uscita a testa rossa ed alta, lo stesso vale per Irene Grandi ormai sempre più legata al genio compositivo di Francesco Bianconi (il quale ha scritto anche una bellissima canzone contenuta nel cd di Noemi) che ha orchestrato un brano sulle corde della toscana.

Si prospetta, ribadiamo, sempre a parere dei critici, un vero e proprio Caporetto per Arisa. La quale quantomeno divide la pesante condanna con un vero fuoriclasse, vocalmente parlando, ovvero il vincitore di X Factor Marco Mengoni che si cimenterebbe con un brano ritenuto molto tradizionalista. Medesima accusa è stata rivolta all’indirizzo di Valerio Scanu reo anch’esso di aver scelto una strada facilotta.
Promosso, invece, Emanuele Filiberto il quale, pare, e sottolineo il pare, sia dotato di una vocalità apprezzabile. Il giudizio per il brano di Morgan è stato invece neutro, nessuna critica o lode sperticata; semplicemente definito come una proposta “troppo complicata”. Grazie a Dio aggiungo io.

Ed infine ecco delinearsi già i primi pronostici in merito alla vittoria (considerando che il premio della critica pare essere nelle mani del Castoldi, anche se Noemi…)

I due nomi che fanno capolino sulle bocche degli addetti ai lavori sono quelli di due cantautori che hanno già vinto il Festival: Simone Cristicchi e Giuseppe Povia.

Tutti concordano nel classificare Povia come un furbetto che, in una maniera o nell’altra riesce, a catalizzare l’attenzione su di sé. Questa considerazione è verissima, nella vita ognuno fa le proprie scelte e ci sembra ormai assodato che la scelta di suddetto musicista sia “non importa come, basta che se ne parli”. Così, dopo l’omosessuale redento che “ad un festa ha conosciuto lei che non c’entrava niente” con tanto di procreazione illuminata finale Povia rilancia scomodando Eluana Englaro. Mi fermo qui, ognuno ha il proprio senso del buongusto e del buonsenso.

Simone Cristicchi, dal canto suo, si è ritrovato in polemica, a causa del brano che gli ha regalato la vittoria sanremese, addirittura con la poetessa Alda Merini, recentemente scomparsa. Come ricorderete il giovane raccontava le condizioni orrende in cui versavano molti malati presso quelli che, un tempo, venivano definiti manicomi; anch’esso, come Povia, aveva tutta la sua attrezzatura di scena che consisteva in una sedia dalla quale, ogni sera, precipitava a volo d’angelo. Installazione alquanto discutibile ma senza dubbio meno urticante dei cartelli pseudo-intellettuali che ci siamo dovuti sorbire durante l’esecuzione di “Luca era gay”.

Insomma non ci resta che aspettare al fine di constatare personalmente se i pareri espressi da coloro che hanno già ascoltato questi inediti corrispondono ad oggettività.

Nel frattempo redimiamoci tutti che a Povia non scappa nessuno!

COMMENTI