Roberto Alessi “smonta” l’AresGate: Giovanni Ciacci e Rettore difendono Alberto Tarallo

27/09/2020 di Valentina Gambino

l’AresGate: Giovanni Ciacci e Rettore difendono Alberto Tarallo

Roberto Alessi, per Libero Quotidiano, scrive un articolo in difesa di Alberto Tarallo, produttore a capo dell’Ares Film (fallita ad inizio di questo anno) e sulla bocca di tutti i media dopo le ultime affermazioni di Adua Del Vesco e Massimiliano Morra nella Casa del Grande Fratello Vip.

Roberto Alessi “smonta” l’AresGate: Giovanni Ciacci e Donatella Rettore difendono Alberto Tarallo

Noi lo conoscevamo bene. Lui è Alberto Tarallo, il grande produttore, quello che ora indicano, a mio parere a sproposito, Lucifero, quello della setta (setta?) di Zagarolo, indicato così dai media dopo le confidenze tra Adua Del Vesco e Massimiliano Morra, al Grande Fratello Vip e un tempo star della scuderia Tarallo, che ha prodotto le fiction più amate di Mediaset come “Il bello delle donne” e “Pupetta Maresca”.

Roberto Alessi ha avuto modo di parlare con Enrico Lucherini, ufficio stampa che ha lavorato con la Ares, casa di produzione di Alberto Tarallo. Il giornalista ha chiacchierato pure con Donatella Rettore (che conosce Tarallo da anni) e Giovanni Ciacci. Tutti e tre ne hanno parlato molto bene.

Spazio poi per altri due nomi:

L’attore Francesco Testi, che mi dice che ha chiuso con lui dal 2015 perché si opponeva al suo amore per l’attrice, da anni sua compagna, bella e per bene, Reda Lapaite. Il fotografo Marco Rossi, che mi confessa che non lo incontra da decenni per scelta, ma che gli riconosce di aver lavorato tanto e bene con lui.

Enrico Lucherini ha un suo preciso pensiero:

Setta? Lucifero? Istigazione al suicidio? Un’assurdità. Andavo spesso da loro, non vivevo da loro, certo, ma possibile che non mi sia accorto di nulla?

Anche Donatella Rettore ricorda Alberto Tarallo con affetto:

Ma puoi immaginare? Tarallo alle prese con le messe nere? Me lo ricordo, era un fratellone, buono, affettuoso.

In difesa di Tarallo arriva pure Giovanni Ciacci:

Tutto ciò è una vergogna. Probabilmente sarà stato tremendo lavorare con lui, pretendeva da quei ragazzi e ragazze che trovava in giro, il massimo, proibendo loro di vivere come erano abituati, e tentava di trasformarli in attori professionisti.

Poi la riflessione di Roberto Alessi si conclude, nonostante non lo senta più dall’inizio degli anni Novanta:

Ripeto, non lo sentivo più dall’inizio degli anni Novanta… Sarà cambiato, certo, ed eravamo ormai più che scollati, visto che non ha mai voluto parlare con me (l’ho chiamato e gli ho scritto) nemmeno del suicidio di Teo… ma è possibile che quello che mi sembrava un uomo perennemente impegnato, perfino triste, quotidianamente alle prese con diete sempre traditrici, che si era creato un suo gruppo di lavoro ristrettissimo, una sorta di famiglia in cui nessuno era ammesso, sia diventato una sorta di Lucifero a capo di una setta?

Magari mi ricrederò, ma ricordo che ci vuole poco per distruggere un uomo, soprattutto se è stato magari anche ingiusto come capo, e che ora conta molto meno per attori che ancora professionisti sono solo sempre meno giovani promesse.

Blogger e social addicted. Scrivo di televisione, gossip, cinema e musica. Amo le serie TV, sono dipendente dalla mia barboncina Zooey e vivo in Salento tra sole, mare, vento, amore e arcobaleni.

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