Rai per una notte, il bavaglio diventa megafono

26/03/2010 di Davide Longo

La scena è tale che mozzerebbe il fiato in gola anche a uno yack dello yemen: migliaia e migliaia di persone, dentro e fuori dal Paladozza di Bologna, si sono radunate per dire un no forte e deciso alla censura.
La protesta sindacale dei lavoratori Rai non poteva svolgersi in modo migliore. Milioni di telespettatori davanti a Current Tv e SkyTg24, 120.000 connessioni simultanee nel web, tutti uniti per assistere a quella che è destinata a diventare una serata simbolo della libertà di stampa.

Apre, dopo la sigla eseguita in live dal musicista Nicola Piovani, proprio Michele Santoro che rivolge un appassionato editoriale al Presidente della Repubblica, commemorando anche Danilo Dolci, fondatore della prima radio libera italiana. Seguono gli interventi di ospiti autorevoli come Norma Rangeri, Marco Travaglio, Gad Lerner, Loris Mazzetti, Gillo Dorfles, Mario Monicelli, Giovanni Floris e tanti altri, compresi uomini del mondo dello spettacolo come Morgan e Antonello Venditti.

Ma come poteva mancare una componente satirica in questa kermesse contro la censura? Ecco allora sfilare Antonio Cornacchione, che aderisce con molto entusiasmo all’iniziativa, Elio e le Storie Tese, che cantano una versione molto particolare di “Italia Amore Mio”, Benigni, Dario Fo e Franca Rame, presenti in video, e infine il re della satira al vetriolo, l’uomo più censurato della via lattea, l’unico che può sovrapporre la situazione italiana alla terza fase del rapporto anale tra uomo e donna, il solo e inimitabile Daniele Luttazzi, che ci regala una delle sue performance più gradite, di quelle, per capirci, che ci mancano dai tempi di Satyricon.

Che dire, un’esperienza mozzafiato, che certo crea un precedente della lotta per la libertà di espressione.

In appendice, caro lettore, vorrei affrontare un tema a mio avviso molto importante e significativo. Ieri, proprio a Raiperunanotte, sono state trasmesse alcune immagini che mi hanno colpito profondamente. Piazza San Giovanni, Roma, Sabato: la manifestazione del PDL in sostegno della candidata Renata Polverini è in pieno caotico svolgimento. Il giornalista di Annozero Luca Bertazzoni è li per raccogliere le impressioni della folla: viene spintonato, insultato, minacciato, e sullo sfondo si sentono grida come “a morte Santoro e Travaglio” e “Santoro Fascista”. Si vedono tante, troppe bandiere con la svastica e la croce celtica, a indicare dove sono i veri fascisti come le luci indicano la presenza delle lucciole in una notte di inverno. Poi, proprio quando stavo perdendo la speranza, mentre pensavo che tutto in Italia è violenza e insulti, ho alzato gli occhi: alle finestre, moltissimi abitanti di Roma avevano esposto bandiere rosse, con la falce e il martello, del Pd, persino bandiere del popolo viola. E le persone che lo avevano fatto, proprio come segno di protesta contro la violenza sottostante, da quelle stesse finestre si sporgevano e salutavano tranquille, senza violenza.

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