Pio e Amedeo: “Il problema è la cattiveria, vi chiamano fr*ci per ferirvi? Ridetegli in faccia”

01/05/2021 di Emanuela Longo

Pio e Amedeo

Pio e Amedeo, nella loro puntata conclusiva di Felicissima sera si sono resi protagonisti del monologo “L’ironia salverà il mondo”, durante il quale hanno sdoganato, a loro modo, tutto ciò che non è più permesso dire in tv (e sui social). “Oggi contano più le parole che le intenzioni”, ha spiegato Amedeo, “ma la vera differenza sai qual è? La cattiveria!”.

Pio e Amedeo, il monologo a Felicissima sera

Secondo Amedeo, “se tu dici i neri devono stare a casa loro” è peggio di “oh neg*o ti vengo a prendere e andiamo a mangiare una cosa insieme”. Perchè “il problema non è la n-word” ma l’intenzione. E così, a detta di Amedeo, “se vi dicono neg*o voi ridetegli in faccia e disarmateli!”.

Per Pio e Amedeo “bisogna poter scherzare sui luoghi comuni!”, tirando così in ballo la storia dei cinesi e l’imitazione di Michelle Hunziker a Striscia la Notizia. Dopo aver ironizzato sulle “misure” degli uomini di colore, Amedeo ha rivendicato il diritto di poter fare satira: “Il politicamente corretto ha rotto il cazz*!”.

E così non è mancata la gag sull’ebreo “tirchio” Amedeo ha proseguito:

Signori, non si può più dire la parola ricch*one. Ci stanno educando che la lingua è più importante della mente, è quello che è sbagliato. La cattiveria e l’intenzione è il problema.

Pio è intervenuto precisando che sia lui che Amedeo sono “gay friendly”, ma Amedeo ha aggiunto:

Ma è la normalità! Ognuno nella camera da letto fa quello che vuole! Questo è l’importante, così vanno educati gli stolti, con un messaggio no a dire quello che devono o non devono dire. E lo dico a tutti i ricch*oni in sala, a tutti i gay – ho sbagliato – a casa anche! Se vi chiamano ricchi*ni, fr*ci per ferirvi no, ridetegli in faccia voi! L’ignorante e lo stolto non saprà cosa fare perchè la cattiveria è il male e non risiede nelle parole e nella lingua ma nella testa, nell’intenzione!

Amedeo ha quindi criticato Pio ed il classico luogo comune del “io ho tanti amici gay” e sul gay pride ha aggiunto:

Ma dai, nel 2021 a che serve più il gay pride! Ma per ostentare chè?! Ma perchè sto corteo di gente… Ma a me, che sono etero, ma mi avete mai visto in un corteo a gridare ‘evviva la fig*!’, mai! Ma non serve più! Non c’è più bisogno, siamo tutti uguali! E basta i cortei, è una cosa vecchia!

Sdoganato anche il luogo comune del “gay sensibile”:

Macchè! Cecchi Paone è gay ed un pezzo di merd*!

Sui social il monologo ha ovviamente diviso, tra chi si è detto a favore e chi si è sentito offeso dalle parole del duo comico che però avevano l’intento opposto.

Classe 1984, nata a Lecce. Blogger televisiva ma i miei interessi e le mie passioni non escludono tutti i colori della cronaca.

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