Piero Chiambretti intervista Mike Tyson: dall’adolescenza in cui voleva conquistare il mondo al suo cambiamento

28/01/2010 di Laura Errico

Ieri notte il “Chiambretti Night” ha ospitato Mike Tyson, uno dei più grandi campioni di tutta la storia della boxe, colui che a soli 20 anni è diventato un fuoriclasse e che era capace di mettere KO un suo avversario in soli otto secondi, tanto da essere appellato per la sua forza “Iron Mike”.

Nell’intervista si è parlato un po’ di tutto, cominciando dalla difficile infanzia del pugile, che è stata caratterizzata dalla povertà e allo stesso tempo dal desiderio di uscirne. Secondo Mike Tyson è proprio la povertà che accomuna tutti i grandi campioni, poiché la miseria li spinge a cercare in tutti i modi di migliorare le proprie condizioni di vita.
Il desiderio di diventare un campione l’ha avuto fin da adolescente, come emerge chiaramente da quanto dichiara:

Non volevo andare a scuola, ma volevo conquistare il mondo.

Iron Mike racconta del suo incontro con Cus D’Amato, il manager che scoprì la sua grande forza e che gli insegnò la boxe: lo vide per la prima volta nel riformatorio in cui era stato rinchiuso per dei piccoli reati.

Nell’intervista sono emersi aspetti che nessuno conosce e che nessuno avrebbe mai immaginato: Tyson, mentre era in carcere, si è dedicato alla lettura di Tolstoj e Machiavelli e nel corso della sua vita, sebbene la sua grande forza, ha avuto paura.
Si è discusso ovviamente di boxe, di doping, di incontri truccati e anche del morso che Iron Mike diede ad un suo avversario sul ring.

Quello su cui si è soffermata di più l’intervista è stato il cambiamento del pugile. Quest’ultimo, più volte nel corso dell’intervista, ha sottolineato e ha ribadito che adesso è un uomo diverso rispetto a quello che era in passato e che tutti conoscono. Mentre in passato i suoi obiettivi erano quelli di raggiungere la pace interiore, fare molti soldi ed essere ricordato come una persona onorevole, adesso aspira solo a guadagnare il rispetto dei suoi figli.
Inoltre la sua trasformazione è stata segnata anche da un cambiamento di fede: dal Cattolicesimo all’Islamismo. Spiega che è diventato musulmano poiché tale religione insegna ad amare non solo Dio e i musulmani, ma tutto il Creato. Dichiara anche che l’attentato alle Torri Gemelle non rappresenta né l’Islam né il suo essere musulmano bensì si è trattato di un atto individuale.

Mike Tyson è l’emblema di una persona che ha lottato anche con i pugni nella vita, di un grande campione e di un uomo che ad un certo punto ha smesso di vincere, perché prima o poi la vita ti mette KO; allo stesso tempo dimostra che si può cambiare e anche parecchio. Infatti dichiara:

Oggi capisco che essere un brav’uomo è meglio che essere un grande uomo.

COMMENTI