Pierdavide Carone: una genialità che bagna il naso a tanti cantautori. Le case discografiche, finalmente, scommettono sul talento

10/02/2010 di Valeria Panzeri

Questa edizione di Amici ha sfornato, secondo il modesto parere di chi scrive, un notevole talento, il più grande passato in questi anni dalla celebre scuola per ciò che concerne l’ambito musicale. Si tratta di Pierdavide Carone. Un giovane, giovanissimo cantautore, nato a Roma ma residente a Taranto, che sta facendo un vero e proprio miracolo.

Senza troppe sceneggiate patetiche o dichiarazioni tese a spiegare al “pubblico votante” quanto la musica sia parte integrante della propria vita, questo ragazzo sta sbaragliando la concorrenza con la classe che contraddistingue i grandi. E si può essere dei grandi anche a soli ventun anni. Basta avere un cervello che funziona bene: un’intelligenza non soltanto didattica ma anche sociale.

Per caso, un sabato pomeriggio credo, ho sentito “La ballata dell’Ospedale” e ho pensato che raramente ad Amici facessero eseguire brani sconosciuti con una melodia ed un testo lontani anni luce dai vari classiconi italiani. Poi ho compreso… quella canzone l’aveva scritta lui.

Da quel momento ho cominciato a tifare di brutto, ormai gli ultras mi fanno una pippa.
Ma chi è Pierdavide?
Si tratta di un giovane che risiede in Puglia con il padre e la di lui compagna, il figlio di quest’ultima, e un gatto. Oltre a frequentare l’Università della musica si mantiene come esattore per Autostrade per l’Italia dal 2007.
Ha dichiarato di odiare:

Chi non rischia, chi crede nella lealtà politica, chi tradisce, chi crede nelle leggi medievali della chiesa ma non crede realmente in Dio (che non è un tizio con la barba e la vestaglia bianca ma è la ricerca della bontà tutti i giorni), chi scrive solo canzoni d’amore, chi invece non ne scrive mai, i cantanti napoletani dagli anni ’80 in poi, chi canta di cose non vissute in prima persona (come chi dice Abbasso la guerra ma non sa cos’è!).

Decisamente illuminante, acuto e cinico quanto basta per diventare qualcuno che si ascolta non solo con piacere ma anche con estrema curiosità.
Poteva Pierdavide pigliatutto, più raro di un pinguino nella Savana, non colpire al cuore i discografici che Maria de Filippi ha invitato presso le dirette di Amici domenicale al fine di permettere loro di pescare direttamente dal vivaio i migliori talenti?

Se si ragiona sulla tipologia di “prodotto” che le grosse case discografiche tendono a proporre al grande pubblico l’esperienza ci dice che il Carone era, a priori, fuori dai giochi. Invece, con grande giubilo, abbiamo constatato che la classe e l’ingegno, qualche volta, pagano, eccome se pagano. All’indirizzo del giovane talento sono letteralmente “piovute” una quantità spropositata di offerte dalle case discografiche più potenti al mondo.

E basta con gli pseudo-rocker gli pseudo-romantici gli pseudo- arrabbiati e via discorrendo. Qui non c’è gara! Poi, se Rapino ritiene necessario propinarci le solite lezioncine paraestetiche infarcite da qualche slang in inglese spiccio (fatta pure male) faccia pure. E, soprattutto, se ne faccia una ragione: pensieri intelligenti conducono ad azioni e prodotti intelligenti: non è una questione di come ci si presenta bensì di quello che si ha da dire.

Le immagini si sfuocano in fretta, il fascino del genio curioso è immortale.

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